Luca Di Maio: canzoni sugli ultimi dal vivo a Maps

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18 mag. – Napoletano di nascita, residente a Roma, Luca Di Maio ci ha colpito con il suo esordio solista, Letiana. Tra i crediti del disco compaiono i nomi di Marco Parente alla produzione artistica, di Alessandro Asso StefanaAlessandro Fiori, nonché i contributi – tra gli altri – di Vincenzo Vasi e Federico Camici. Ma come ha fatto Luca a radunare subito tali nomi intorno a sé? “Sono napoletano, li ho gabbati“, ha scherzato il musicista nei nostri studi, dove ha presentato il disco suonandone tre canzoni arrangiate per chitarra e voce. Tutto è cominciato quando ha aperto per i Betti Barsantini (band di Parente e Fiori), che hanno apprezzato i suoi brani e hanno cominciato a lavorare con lui sull’album che, pur non essendo un concept, ha un tema unitario: “Il filo che unisce le canzoni è dato dagli ultimi, di cui parlo: un concetto che può essere paternalista o razzista, ma io lo lego alle brutture che vengono perpetrate in modo verticale da chi è oppresso a chi può opprimere. Una catena tremenda. Parlo di gente scomparsa, abbandonata, di vittime di omicidi bianchi, di vittime e carnefici nella violenza di genere”. Una linea che ha i suoi estremi, certo, ma che è nutrita da piccole azioni quotidiane in cui si perpetrano continui abusi di potere.

Con Luca abbiamo avuto modo di parlare anche della sua formazione musicale: “Mia cugina Federica mi ha fatto ascoltare il grunge, ma anche Guns and Roses, hard e metal anni ’90: mi ha aperto un mondo e ho cercato di imparare a suonare la chitarra da solo. Quindi ho messo su un gruppo con dei miei amici, alcuni dei quali hanno collaborato a Letiana“. Tornando al disco, Luca ci ha detto che Parente lo ha aiutato a capire i suoi brani: “Mi ha dato gli strumenti per rivedere il mio modo di scrivere e cantare, oltre a darmi un’iniezione di fiducia. Mi ha spiegato come non affogarli di arrangiamenti: sono brani scritti affinché reggessero solo con chitarra e voce, ma amo sperimentare con il suono. A volte esagero, tant’è che ‘Sabbia’, il prossimo singolo, nella mia idea, non si capiva più!”.
Abbiamo concluso la chiacchierata con Luca facendoci snocciolare i suoi dischi dell’isola deserta: Wilco, Pearl Jam, Marco Parente, dEUS e De Gregori sono i nomi scelti dal musicista.

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