Lo sciacallo

Si firma elefantino, commettendo oltraggio nei confronti di quel saggio grosso erbivoro.
In realtà l’animale che meglio gli si addice è lo sciacallo.Da sempre nutro una assoluta repulsione/attrazione per Giuliano Ferrara: il personaggio non è infatti ascrivibile al genere comune  dell’ “homo berlusconensis”,  una sorta di ruffiano che vive bene privandosi volontariamente della propria intelligenza e dignità.
No, Ferrara è acuto e intelligente. Tagliente a volte, ma non banale o scontato come lo è la pletora di portavoce di cui ama circondarsi il cavaliere.

Ecco allora che la morte di Vittorio Arrigoni diventa una ghiotta occasione per lo sciacallo. Nel suo Radio Londra di ieri Ferrara si è gettato sul cadavere del povero Arrigoni con la stessa baldante esultanza dei suoi feroci consimili.
In prima serata, a Radio Londra, ha spiegato agli italiani che Arrigoni era solo un povero utopista, schierato dalla parte sbagliata, sostanzialmente quella degli integralisti islamici (dai salafiti, ad Al Quaeda, ad Hamas, tutti uguali…) tutti uniti solo dal comune scopo della distruzione di Israele, che invece è l’unico baluardo di civiltà e umanità del barbaro medio oriente.

Ferrara, pensatore profondamente intriso di cultura stalinista, passa senza fiatare dall’elogio della guerra in Iraq al bombardamento a tappeto di civili dell’operazione “piombo fuso” senza provare alcun imbarazzo o pietà. Ma gli basta poco poi per diventare improvvisamente “pacifista” quando c’è da difendere straccioni che non gli interessano (i ribelli libici) dai bombardamenti di un dittatore adorato dal Cavaliere.

L’importante è che nessuno osi mettere in dubbio che il mondo deve essere regolato solo da rapporti di forza brutali e prepotenza, dalla potenza delle armi e del denaro. Un personaggio così antropologicamente diverso da lui come Arrigoni deve quindi essere distrutto più da morto che da vivo. Perché Arrigoni era si un militante di parte, “fazioso”, ma soprattutto era una persona che praticava e metteva in opera quella umanità che altri predicano solo a parole e che Ferrara aborrisce del tutto. E la praticava anche sopportando il peso di tutto quello che c’è di sbagliato quando si sostiene una causa, anche se non lo si ammette quasi mai.

Ecco perché Giuliano Ferrara ha bisogno di oltraggiarne la memoria, spacciando il suo oltraggio per pietà. La sua particolare perversione è l’elogio della banalità del male. Il mondo raccontato e pervicacemente perseguito da Ferrara è talmente schifoso e crudelmente cinico, privo di ogni valore morale, che anche solo pensare di dargli una pennellata di decenza diventa, ai suoi occhi, una bestemmia.

Noi che sappiamo che una guerra civile devastante, nata durante un conflitto mondiale non si risolve con una stretta di mano stiamo dalla parte della Resistenza perché sappiamo tutto. Anche quello che un Pansa spaccia come rivelazioni sul sangue dei vinti.
Noi che sappiamo qual è il prezzo che si paga nelle rivoluzioni, gli orrori e i demoni che possono scatenarsi, non cambieremmo una virgola di storia per lasciare al loro posto un Re Luigi o uno Zar, una dittatura sudamericana o il nazismo in Europa. Ma quella storia pesa su tutti.

Lo sforzo immenso, a volte impossibile, è restare umani.

Paolo Soglia


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2 commenti

  1. L’ottimo articolo di Paolo Soglia sullo sciacallaggio di Ferrara ed altri personaggi o blog li ho postati su di una nota di FB ed inviato a tutti i miei 186 amici. Grazie!!!

    Comment by Stefano Cacciatori on 18/04/2011 at 14:43

  2. senza contare che il cicicone si e’ comprato una casa statale,in centro a Roma, da cetinaia di migliaia di euro a meta’ del prezzo di mercato.
    Lui che guadagna milioni di euro l’anno non puo’ fare a meno di comprare una casa,svenduta, dello stato.
    Con tutta la gente che ha il problema della casa o di pagare un mutuo di 25 annim un mano sulla coscienza prorpio non se la e’ messa.

    maledetto ciccione

    Comment by pax on 18/04/2011 at 16:17

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