Lo Giudice: “Le unioni civili? Saranno legge nei primi mesi del 2016″

Bologna, 15 lug. – Il senatore del Partito Democratico Sergio Lo Giudice è fiducioso: il ddl Cirinnà, quello che istituisce le unioni civili tra persone dello stesso sesso, sarà approvato nei prossimi mesi e potrebbe diventare legge all’inizio del prossimo anno. Il presidente onorario dell’Arcigay, ospite questa mattina di Sulla bocca di tutti, ha spiegato che il lavoro della commissione affari istituzionali ha ulteriormente sfoltito gli emendamenti presentati al testo, riducendoli a poco più di 1500. Ne erano stati presentati circa 5 mila. “In questi giorni tre ministeri, Giustizia, Finanze e Lavoro, sono all’opera per stendere la relazione tecnica richiesta nei giorni scorsi dalla commissione bilancio” spiega Lo Giudice, secondo cui la commissione Giustizia potrebbe votare il ddl già nel corso della prossima settimana. Insomma, “si sta andando avanti, più o meno nei tempi previsti” dice il senatore Pd, secondo le cui previsioni il provvedimento, una volta approvato dal Senato, potrebbe approdare all’esame della Camera tra settembre e ottobre, per poi arrivare, nei primi mesi del 2016 all’approvazione finale e diventare legge.

Al senatore del Nuovo Centro Destra Roberto Formigoni che profetizzava “il ddl Cirinnà non passerà mai“, l’alleato Lo Giudice risponde netto: “Il senatore Formigoni confonde i suoi desideri con la realtà. E’ evidente una cosa: la maggioranza che sostiene il Governo non è la maggioranza che sostiene questo disegno di legge”. Un fatto politico importante, secondo l’esponente democratico, non nuovo in temi di diritti civili: Lo Giudice cita l’esempio della legge sul divorzio, approvata dal Parlamento quando al Governo vi era la Democrazia Cristiana e che fu approvata grazie ai voti delle opposizioni. In realtà, il testo preliminare del disegno di legge Cirinnà, la commissione Giustizia del Senato l’ha già approvato, spiega Lo Giudice, senza i voti dei rappresentati di Ncd. L’auspicio di Lo Giudice è che si possa ripetere lo stesso schema anche nelle aule di Senato e Camera e che contro le unioni civili votino solo alcuni esponenti del Ncd e di Forza Italia.

 

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