Scuola. Unindustria lancia il tempo pieno “tecnico” per le medie

Bologna, 8 set – “Mancano tecnici, l’industria ne ha bisogno” così lo scorso maggio veniva presentato il progetto Siti, Scuola Impresa Territorio e Innovazione, proposto da Unindustria Bologna e dall’Ufficio Scolastico Regionale per insegnare programmazione, logica e inglese ai ragazzini di prima media. Due vocali in meno ma la sostanza, ad oggi SET, è la stessa: scuola a tempo pieno.

Le ore aggiuntive previste dal SET, Scuola e Territorio, questo il nome definitivo del progetto, sono 455 e coinvolgeranno in totale 120 alunni. Gli istituti comprensivi scelti sono 3, dislocati tra Calderara di Reno, San Giorgio di Piano, Bentivoglio e San Lazzaro di Savena, in quanto zone a forte presenza industriale. L’obiettivo del progetto, come ci ha raccontato il Direttore di Unindustria Tiziana Ferrari – è proprio quello di impegnare il tempo che  i ragazzi di 10, 11 anni , specialmente nelle zone industriali, spenderebbero a casa o in altre attività aiutando così anche i genitori.

Ma è proprio questo che non convinceva diversi docenti che si opposero al progetto. Troppe ore a scuola significa, per un bambino di 10 anni, avere poco tempo per riflettere. Per Adriana L’Altrelli, maestra di Calderara, si trattava di “un’attività limitante per lo sviluppo dei ragazzi”. Troppe ore legate alla tecnica  – ci raccontava ai nostri microfoni – avviano i ragazzi, inconsapevoli, già verso un certo tipo di lavoro.

Le ore sono le stesse previste dal Siti, 13 ore extra a settimana, tutte il pomeriggio. Due ore di inglese con insegnante madrelingua e due ore di laboratorio tecnologico e di “informatica creativa” . Obiettivo dei laboratori è orientare i ragazzi al “saper fare”, per diffondere il valore della cultura tecnica. Infine, quattro ore dedicate al “supporto allo studio” e cinque di educazione alla cittadinanza attiva.

Comprese nei fondi anche le attrezzature: computer, lavagne multimediali, banchi e sedie, disponibili anche per le classi non direttamente coinvolte, per non creare studenti di serie A e di serie B.

Durissimo su facebook il consigliere comunale Mirco Pieralisi, indipendente eletto con liste di Sel: “43 ore a scuola a 11 anni con la regia della confindustria e l’obbedienza creativa della Buona scuola. Come sempre Emilia Romagna all’avanguardia, come ai tempi di Adriana Lodi… ma a rovescio. Differenziazione precoce dei percorsi formativi, arbitrarietà di una didattica decisa dall’esterno, scavalcamento dei collegi dei docenti. Siamo alla seconda puntata del dramma. Nella prima i governi precedenti avevano dissanguato la scuola pubblica. Oggi IL sistema confeziona l’ingresso dei privati che finanziano ciò che è di loro gradimento. Si tratta di un’operazione molto connotata ideologicamente ma, state certi, l’accusa di ideologismo è stata rivolta a quelle docenti che dicevano che le scelte pedagogiche, didattiche ed organizzative spettano agli insegnanti della scuola della Repubblica e non a interessi o visioni di parte.

Antonella Scarcella

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