L’importanza della scrittura: Jaye Bartell e Silver Ocean Sings live

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Jaye Bartell, Dylan Angell e Laura Loriga

3 mar. – C’è qualcosa di profondo che accomuna i Silver Ocean Sings a Jaye Bartell, ed è la passione per la scrittura: non solo melodie e armonie, ma anche parole. Dylan Angell ha incontrato Laura Loriga dei Mimes of Wine a New York e i due hanno deciso di creare una band insieme, che ancora non ha pubblicato nulla, ma promeyye bene. “Il nome Silver Ocean Sings deriva dal verso di una delle nostre canzoni: hanno sempre qualcosa di scuro”, ci ha raccontato Angell, spiegandoci come lui e la sua compagna di band si dividono i compiti: “Laura si occupa della musica e io delle parole, per quanto lei abbia esperienza di scrittura di versi con i Mimes of Wine”, ha raccontato ieri a Maps il musicista statunitense, che ha rivelato di avere una carriera da scrittore. “Ho fatto uscire un paio di libri da poco: si tratta di racconti di finzione, con qualche spunto autobiografico“, ha continuato Angell annunciando un reading al Modo Infoshop il 20 marzo. “Ma ho scritto canzoni molto prima di cimentarmi con i racconti”, ha concluso Dylan, paragonando i versi di una canzone a uno scoppio di energia, mentre un racconto “permette di vedere le cose in modo più approfondito”.

Anche il cantautorato indie di Jaye Bartell ha una qualità letteraria: originario del Massachussets, nella zona di Boston, e dotato di una voce baritonale che ci ha ricordato il timbro di Calvin Johnson della K Records, ha cominciato a fare musica da ragazzo, come un hobby rispetto alla scrittura, “ora confinata alla scrittura di versi per le canzoni: il mio stile si confà molto di più al lato ritmico e melodico del canto”. Un processo creativo, quello di Bartell, che talvolta lo tiene per ore su una singola frase, per cercare le parole giuste nell’ambito della canzone: “Continuo a scrivere fino al punto in cui supero l’imbarazzo: a quel punto la canzone è completa”. La ricerca delle giuste espressioni è stata esemplificata dal nostro ospite proprio nella title track del suo ultimo disco, “Light Enough”: “Nella canzone ripeto ‘You can have it all’, riferendolo prima a un fratello, poi a una sorella. E poi mi è venuta in mente quest’espressione che mi piace un sacco, ‘Light enough to…’, cioè ‘leggero abbastanza per…’: da ‘live’, ‘vivere’, sono passato a ‘lift’, ‘sollevarmi'”. Una scrittura molto personale, che si muove per immagini: “Se diventassi cieco, dovrei dedicarmi alla musica strumentale”, ha detto Bartell, prima di suonare una canzone composta apposta per il tour italiano, che tocca stasera l’eLaSTiCo faART.

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