L’identità nascosta di Hugomorales – live a Maps!

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10 mar. – Chi è Emiliano Angelelli? “Musicalmente nasco nel 2010 come Elio Petri” ci racconta l’artista giunto ai microfoni di Maps nelle nuove vesti di Hugomorales. “Uso gli pseudonimi perché mi permettono di uscire fuori dalla noia della quotidianità. I primi due dischi sono firmati come il regista romano, ora sono il telecronista Victor Hugo Morales, che immortalò il gol del secolo di Maradona. Da ragazzino ho ascoltato quella telecronaca per un anno intero”.  [Si tratta della partita giocata in Messico nel 1986 tra Argentina e Inghilterra, dove Maradona segnò il gol considerato il più bello della storia del calcio, ndr]

L’identità del nuovo disco, uscito l’anno scorso per la neonata Tazzina Records, creata dallo stesso musicista, è segnata non solo dal cambio di pseudonimo, ma anche e soprattutto da sonorità nuove. “Questo lavoro si allontana molto dai dischi di Petri (Il bello e il cattivo tempo, Non è morto nessuno)” ci spiega Emiliano. “Nasce dopo due anni di lavoro, sperimentazioni con nuovi strumenti come il synth e la drum machine. Un disco che ho creato totalmente da solo”. Emiliano è un’artista poliedrico non solo nella scelta dei nomi, ma anche nelle attività che svolge. Oltre ad aver fondato la già citata Tazzina Records, per la quale ha in serbo un grande futuro, si occupa della programmazione del circolo arci Klamm di Roma.

Una giornata rocambolesca quella che ha condotto il musicista ai nostri studi! Ascoltate l’appello che ha mandato all’inizio dell’intervista. Questo non ha fermato lo showcase in cui Hugomorales ci ha fatto ascoltare due brani: “Mirice“, dedicato a una donna robot, e “Uomini nello spazio“, che ha come protagonista un pinguino che, oltre a essere un tatuaggio dell’artista, fa anche parte della grafica dell’album.

Elena Usai 

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