Lepore: “I commercianti ci aiutino a combattere il racket della birra”

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Foto dell’assessore Lepore che mostrerebbe un venditore abusivo in piazza Verdi

Bologna, 14 lug. – L’assessore al commercio del Comune di Bologna Matteo Lepore ne è convinto: esiste a Bologna un racket di venditori abusivi di birra fresca. Nel pieno della polemica tra la giunta di Virginio Merola e i gestori dei negozi di vicinato della zona universitaria che hanno iniziato lo sciopero contro l’ordinanza che vieta loro di vendere bevande alcoliche fresche, il braccio destro di Merola tende una mano ai negozianti: “L’ho detto loro anche ieri durante l’incontro: ci aiutino ad individuare gli abusivi e i magazzini dove si riforniscono“. Secondo il racconto dell’assessore, nella zona universitaria agirebbero alcune persone che munite di zaini o carrelli pieni di lattine e bottiglie di birra effettuerebbero una vendita senza autorizzazione. Il tutto, secondo l’assessore, sarebbe reso possibile dalla presenza di veri e propri magazzini in cui vengono stoccati i prodotti e refrigerati prima della vendita al dettaglio. Ad effettuare questo tipo di vendita illegale, secondo l’assessore, sarebbe un’organizzazione composta da persone appartenenti alla comunità bangladese, la stessa a cui appartengono la maggioranza dei commercianti colpiti dall’ordinanza. “Se loro vengono da noi come comunità a chiederci di togliere l’ordinanza, perché non intervengono sui componenti di quella comunità che fanno la vendita abusiva per strada” chiede Lepore. Che prosegue: “E’ vero che la polizia ha il compito di controllo dell’ordine pubblico, ma è anche vero- dice Lepore- che una comunità che ha anche così tanto potere di interloquire coi propri membri, io credo possa fare di più”.

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Foto dell’assessore Lepore

Con la serrata e la protesta di questi giorni, i titolari dei negozi di prossimità hanno dimostrato “che abbiamo colpito nel segno” dice Lepore: “Le loro licenze consentono di vendere una moltitudine di prodotti, ma non possono somministrare bevande alcoliche per il consumo immediato”. Quindi, secondo la giunta, l’ordinanza è servita a “stanare” i commercianti che, soprattutto nella zona universitaria, hanno fatto della vendita di birra fresca il proprio core business.

Domani, o al più tardi giovedì, si terrà un nuovo incontro tra i commercianti della comunità bangladese e l’assessore Lepore. In quella sede è probabile che l’assessore presenti alcune modifiche all’ordinanza: in realtà si tratterà solo di ampliamento del territorio di applicazione della stessa, non certo il suo ritiro come chiesto ieri dagli esercenti. Anzi, precisa Lepore, se verrà valutata positivamente, l’ordinanza potrebbe anche essere estesa oltre il suo termine, fissato per il 31 ottobre. Così come potrà essere ridotta o rimodulata in caso di miglioramenti reali della situazione.

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