Lepore: “Gli elettori faticano a distinguere il Pd dalla destra”

Bologna, 13 mar. – Il Pd di Bologna è in subbuglio dopo un’intervista, rilasciata al ‘Corriere di Bologna’, da Matteo Lepore, assessore della giunta di Virginio Merola, e da più parti indicato come uno dei nomi da tenere d’occhio quando, fra quattro anni, il centrosinistra dovrà scegliere un nuovo candidato sindaco. Nella sua intervista, dove ha annunciato di sostenere Andrea Orlando, Lepore ha detto,a proposito della guida di Matteo Renzi, “credo che il progetto iniziale sia stato tradito. Bisogna tornare tra la gente, in questo momento gli elettori fanno fatica a distinguere il Pd dal centrodestra, sia quello di Berlusconi che quello di Salvini, si fa fatica a vedere le differenze. Questo malessere è sfociato nel voto del referendum costituzionale e questo è il vero motivo per cui i Cinque Stelle, nonostante quello che succede a Roma, non perdono molti consensi”.

Francesca Puglisi, senatrice di areadem, ha definito “gravissime” le sue parole. “Per il rispetto che dobbiamo a tutti coloro che credono in questo partito, chiunque sia il segretario che lo guida: credo che debba chiedere scusa a militanti ed elettori”. Secondo Puglisi “l’assessore sta usando lo stesso refrain dei 5 stelle (‘siete tutti uguali’). Non è così”. Salvini “minaccia una pulizia quartiere per quartiere, è contro la legge per i minori stranieri non accompagnati e lo ius soli per cui stiamo combattendo in commissione Giustizia al Senato proprio contro l’ostruzionismo della Lega, che è contro la legge sulle unioni civili. Questo Pd a guida renziana, piaccia o no, è l’unico partito che vuole un’Europa unita e alza la voce per salvare vite umane in mare e abbattere muri”. Inoltre, ricorda la senatrice, “è stato appena approvato un provvedimento per combattere la povertà e sono tante le risorse investite nelle periferie delle aree urbane. La cultura, il turismo, il diritto allo studio e la scuola non hanno mai avuto così importanti investimenti”. Perciò, conclude la senatrice, “esigo rispetto: per il lavoro che tutti assieme stiamo facendo in Parlamento e per tutti quelli che credendo in un’idea e condividendo gli stessi ideali lavorano alle feste dell’Unita'”

A tentare una mediazione è stato Andrea De Maria, sostenitore di Orlando. “Serve un progetto unitario – ha detto – che riporti ad un impegno comune nel centrosinistra, e magari anche nel Pd, i tanti che oggi non sono più con noi e si sono allontanati in questi anni. La Sinistra ed i progressisti nella storia del Paese hanno sempre perso quando si sono divisi e oggi più che mai la nostra priorità è ricostruire le ragioni dell’unità”.

Le dichiarazioni di Matteo Lepore sono “semplicemente sbagliate nel merito e offensive per i tanti militanti ed elettori del Pd”. Anche Gianluca Benamati, parlamentare dem schierato con Matteo Renzi al congresso, ‘censura’ l’assessore di Virginio Merola. Il Pd di Matteo Renzi, secondo Benamati, “è e rimane il perno del centrosinistra in Italia ed in Europa. Capisco il clima congressuale, ma una comunita’ politica di cui si vuole fare parte va rispettata. Sempre”.

Virginio Merola sottoscrive la critica di Matteo Lepore al Pd e lo difende dagli attacchi dei renziani. “Non c’è niente da scusarsi”, afferma il sindaco di Bologna, che condivide il contenuto dell’intervista rilasciata dal suo braccio destro ieri al ‘Corriere di Bologna’. “Non credo che Lepore sia contro il Pd- precisa Merola- non ha detto che il Pd è come la Lega o Forza Italia. Ha detto che se uno ha fatto la campagna elettorale si rende conto che abbiamo un problema di rapporto con i ceti popolari, che va affrontato. Non ha detto che il Pd è la nuova destra, è un’altra cosa”. Quindi concorda con Lepore? “Certo- risponde il sindaco questa mattina a Palazzo D’Accursio- io ho fatto la campagna elettorale. Ho visto qual è stato il voto nelle periferie. Non c’è niente di male. Se poi uno prende la verità come un’offesa, è un altro problema. Non c’è niente da scusarsi”. Merola risponde dunque ai renziani, in testa la senatrice Francesca Puglisi, che hanno preteso le scuse di Lepore per quanto dichiarato. Il sindaco invece, che sabato era alla convention di Giuliano Pisapia, invita ad “entrare nel merito” della questione. “Mi sembra evidente che ci sia un problema a livello nazionale e locale di rapporto con i ceti popolari- avverte- quindi bisogna saper comunicare, ma anche rafforzare, il nostro intervento nel sociale per renderlo meno equivoco e meno ambiguo”.

“E’ chiaro che è un tema tutto interno alla mozione Orlando, per la leadership dell’area- valuta Raffaella Santi Casali, renziana cattodem e consigliera comunale Pd- è chiarissimo il procedere di Lepore, che alza il tiro ogni volta con affermazioni apodittiche”. Per Raffaella Santi Casali è semplicissima la lettura della riflessione lanciata dall’assessore comunale Matteo Lepore. Ad esempio, affonda il colpo la renziana, “mi ha colpito molto che parli di tornare in fabbrica, come se ci andasse Emanuele Filiberto”. Tra l’altro, aggiunge Santi Casali, “viene ignorato completamente la responsabilità e il ruolo amministrativo di chi parla, come se il consenso dei cittadini non si misurasse anche sull’amministrazione locale”.

Un altro renziano in Consiglio comunale, Piergiorgio Licciardello, sottolinea invece come il deputato cuperliano Andrea De Maria “un po’ di distanza la prende” da Lepore “ed è quello che mi aspettavo”. Licciardello prende anche le distanze dal progetto di movimento civico di cui parla l’assessore. “Non vuol dire essere chiusi in se stessi- afferma- ma non vedo questa necessità di inseguire per forza il civismo ad ogni costo”.

D’accordo con Lepore è invece Amelia Frascaroli. “E’ vero- commenta- io faccio fatica a distinguere il Pd dal centrodestra anche da prima di Lepore. Per fortuna il Pd ha molte anime, speriamo che prevalga quella di sinistra e si ritrovino le radici largamente condivise 10 anni fa, senza pero’ fare migliaia di frazionamenti”, aggiunge Frascaroli.

L’assessore Matteo Lepore lancia “un grido di allarme” sul Pd e sul distacco del partito dalla gente. “Dobbiamo riallacciare i rapporti con quei mondi di riferimento con cui abbiamo rotto i ponti”, afferma il capogruppo Pd in Comune a Bologna, Claudio Mazzanti, che a margine della seduta del Consiglio di oggi condivide la presa di posizione dell’assessore. “Lepore dice che se non c’è differenziazione e non si riallacciano i rapporti con quel mondo che ci ha girato le spalle- spiega Mazzanti- rischiamo che nella polemica politica gli altri ci dipingano in quel modo”, ovvero che il Pd venga assimilato alla destra. Quindi “bisogna dimostrare il nostro modo di essere di sinistra”, insiste Mazzanti, che risponde con durezza alla senatrice dem Francesca Puglisi. “Stia molto serena e capisca bene il senso delle parole”, sferza il capogruppo Pd. La dichiarazione di Lepore “io non l’ho letta in un modo così cattivo- aggiunge- se è così, non c’è niente di cui scusarsi. Altrimenti sarà lui a fare le sue valutazioni”. Secondo Mazzanti, dunque, quello di Lepore “è un campanello, un grido di allarme. Dobbiamo riallacciare i rapporti con quei mondi con cui si è creato un conflitto, come Cgil, Cisl, Uil e Anpi. Il referendum e’ finito, ognuno ha avuto le sue posizioni, ritorniamo a parlare di cose concrete- esorta il capogruppo Pd- il Governo ha fatto provvedimenti buonissimi, altri invece ci hanno fatto rompere i ponti che alcuni mondi di riferimento: dobbiamo riallacciarli”.

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