Legacoop: “Speriamo nella riqualificazione delle periferie”

Bologna, 31 ago. – “Se si supererà lo stallo negli appalti pubblici, Bologna dovrebbe aprire cantieri importanti“. Lo prevede la presidente di Legacoop Bologna Rita Ghedini, che si augura per le cooperative aderenti la possibilità di intercettare nuove opportunità – oltre che nella mobilità e nelle costruzioni – anche nella riqualificazione e rigenerazione di aree periferiche, per le quali si aspettano provvedimenti del governo e sulle quali la nuova giunta di Virginio Merola ha già detto di voler puntare. Lo ha detto a margine della conferenza stampa in cui l’associazione ha presentato i dati consuntivi per il 2015, definito “positivo” per le cooperative aderenti, al netto delle difficoltà per il settore abitazioni e per lo stallo di sociale, logistica e trasporti, produzione e lavoro (dopo la liquidazione di Coop costruzioni).

Guardando a quello che sta già avvenendo nella sperimentazione in corso al Pilastro, nel quartiere S. Donato, con il progetto Pilastro 2016, se ci saranno occasioni analoghe, Legacoop è pronta a intervenire con il proprio “approccio cooperativo” nella “ricucitura dei territori attraverso la partecipazione diretta dei cittadini”.

Nel 2015 gli addetti delle cooperative associate a Legacoop Bologna sono cresciuti del 2,9% (56.557), gli occupati a tempo indeterminato del 5,1%, i soci del 2,4% (1,578 milioni), per un fatturato complessivo di 13,1 miliardi di euro. “I pilastri sono l’alimentare, l’agroalimentare, l’agroindustria, i servizi e la distribuzione”, ha sottolineato Ghedini, che registra anche qualche timido segnale di ripresa da parte delle costruzioni, conteggiate nel settore produzione e lavoro, nonostante l’ulteriore contrazione degli appalti pubblici nel 2015.

Nei primi otto mesi del 2016, proprio in quest’ultimo settore, nel sociale e soprattutto nella logistica-trasporti c’è stato il maggior numero di lavoratori coinvolti dagli ammortizzatori sociali (rispettivamente 312 addetti, la maggior parte di Coop costruzioni, 432 addetti, 516 addetti per un totale di 14 società coinvolte), anche se nel caso del sociale non per effetto di crisi aziendale ma per la contrazione del monte ore dovuta alla diminuzione dei budget pubblici, che ha portato al ricorso alla cassaintregrazione a rotazione.

“Prevediamo per il sociale stabilità del fatturato e leggera crescita degli occupati, perché molte nostre cooperative hanno iniziato a compensare le difficoltà legate agli appalti pubblici attraverso lo sviluppo del settore privato“, spiega il direttore di Legacoop Bologna Simone Gamberini.

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