Legacoop guarda al futuro con cauto ottimismo

Bologna, 24 giu. – Il peggio sembra essere passato e, con una buona dose di cautela, il mondo della cooperazione bolognese comincia a guardare il futuro con un certo ottimismo. Questo è lo scenario che sembra emergere dai dati presentati oggi da Legacoop. Il 2014 è stato un anno “di tenuta” ci spiega la presidente di Legacoop Bologna Rita Ghedini, che sottolinea anche un aumento seppur lieve dell’occupazione, con alcune differenze tra i vari settori.

Se si escludono i settori dell’abitazione e della produzione e lavoro (che a Bologna significa costruzioni), per i quali le previsioni sono ancora improntate al segno meno, la prospettiva di una ripresa riguarda gran parte dei comparti, con picchi positivi nell’agroalimentare e nella distribuzione, che, ricorda Ghedini, “sono i settori dove si concentra il 91% del fatturato e il 95% dell’occupazione cooperativa“. Respirano anche le imprese dei servizi e del sociale, mentre stentano ancora quelle della logistica e dei trasporti, dove al calo del valore della produzione si accompagnerà la flessione del numero degli occupati.

In ogni caso, il quadro occupazionale migliora. Nei primi sei mesi dell’anno le coop interessate da ammortizzatori sociali erano 14, contro le 23 di fine 2014, un calo del 30%. I lavoratori coinvolti da questi processi sono 1.239 (quasi tutti nelle costruzioni, 554, e nella logistica, 576): a fine anno le posizioni aperte erano 1.796.

Ghedini è tornata a parlare della fusione imminente tra le coop della grande distribuzione, Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e Coop Estense dicendo che “avrà testa e cuore a Bologna”. Dalle nozze tra le tre coop nascerà la più grande cooperativa italiana con oltre 2,6 milioni di soci, 4,2 miliardi di fatturato, 334 punti vendita di cui 45 ipermercati e 19.700 dipendenti. “E” un progetto che costringerà il resto della cooperazione di consumo a confrontarsi”, osserva l’ex senatrice Pd, spiegando che dei percorsi di confronto si sono aperti anche nell’ambito della media distribuzione. Ghedini immagina che di analoghi progetti di fusione si potrebbe parlare in settori come quelli della logistica, dei trasporti e dei servizi sociali, “dove c’è grande dispersione e le piccole dimensioni non sono sempre lo strumento adeguato” per confrontarsi sul mercato. Un capitolo a parte riguarda le costruzioni dove progetti di fusione ci sono ma “in chiave difensiva” per contrastare la crisi. “L’aggregazione non è la medicina in sé- spiega Ghedini- fondere due criticità non aiuta a superarle, forse le aumenta”.

Ghedini, questa mattina, ha parlato anche di People Mover: “non si dovesse fare” secondo la presidente Legacoop, “a perderci non sarebbe Ccc, il Consorzio cooperative costruzioni chiamato a realizzare il progetto, ma l’intero sistema economico bolognese”.  In attesa di capire come andrà a finire la partita dei finanziamenti al progetto di Marconi Express, che nei giorni scorsi ha ingaggiato un braccio di ferro con Banca Imi sulle condizioni poste dall’istituto del gruppo Intesa per finanziare l’opera, l’ex senatrice del Pd avverte: “Ccc, assieme alle imprese sue associate, perderebbe un’occasione importante. Ma la perderebbero anche il sistema economico e la citta”, che vedrebbero venire meno un investimento per lo sviluppo e la ricchezza del territorio”.

E su Fico: “Sarà un grande cantiere, vetrina della cultura agroalimentare, ma capace di aprire un discorso pubblico su modi diversi di produrre e consumare, più sostenibili”

 

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