Le Ocarine di Budrio alla conquista dell’Oriente

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Bologna 22 lug. – Concerti sold out mesi prima, scuole intere che si appassionano allo strumento, un pezzo di Emilia-Romagna nel mondo. Il Gruppo Ocarinistico Budriese sta letteralmente conquistando l’Oriente, con una serie di workshop in Cina che si sono svolti questa primavera e un imminente tour in Giappone per cui sono già state vendute centinaia di biglietti. Di questo sorprendente successo di ha parlato Oderso Rubini, che la scorsa settimana è venuto ad Aperto per Ferie non in qualità di discografico e produttore, ma come “consulente” del GOB: “Qualche anno fa mi sono imbattuto in questa realtà di Budrio e mi è stato chiesto di aiutare il gruppo, che esiste dal 1863″. Da lì l’organizzazione di tour, workshop e l’inserimento dell’ocarina nei programmi scolastici cinesi, con la pubblicazione di libri di testo, sviluppo di applicazioni per tablet e laboratori non solo per imparare a suonare questo strumento unico, ma anche a costruirlo, creando nuove imprese oltre a quelle (perlopiù a conduzione familiare) che già ci sono.

Inventata a metà dell’800, l’ocarina è l’unico strumento inventato in Emilia-Romagna: originariamente di terracotta, ma prodotta anche in plastica, legno e metallo, può avere diverse dimensioni nelle formazioni a sette. Con Oderso, infatti, abbiamo scoperto che è in esemble che questo strumento può avere delle incredibili potenzialità e non solo: “L’ocarina in Giappone ha una funzione sociale: viene suonata da persone di una certa età che si ritrovano in centri sociali e biblioteche per suonare insieme. In Cina c’è un boom dell’educazione musicale: le autorità hanno deciso che l’ocarina è propedeutica, ma ha anche un legame diretto con la tradizione, visto che ne è stata trovata una – a forma di pesce e non di oca – risalente a qualche migliaio di anni fa”. Insomma, l’ocarina oggi per i cinesi è quello che per noi alla medie è il flauto dolce. “Abbiamo visitato scuole con 2000 allievi: ognuna ha un teatro, qualcuna aveva un videowall enorme. Siamo stati accolti da una platea di centinaia di ragazzini che ci hanno presentato uno spettacolo vero e proprio”: insomma, i nostri suonatori di ocarina sono stati trattati come delle rockstar… e si sono anche un po’ commossi per questa accoglienza calorosa e affettuosa.

Nel futuro del GOB, oltre a esibizioni in Germania e al festival MITO, ci sono dieci concerti in Giappone di cui più della metà in auditorium da 500-600 persone, diversi dei quali sold out da due mesi: “Per questi appuntamenti lavorano da un anno: e il risultato c’è“, ci ha detto Rubini, aggiungendo un fattore curioso. “Ora ci sono diversi turisti giapponesi che, quando vengono in Italia, vogliono visitare Budrio“: un’occasione che quindi non rimane confinata alle economie dei due grandi Paesi asiatici, ma che potrebbe portare benefici anche al nostro territorio, sempre che, conclude Rubini, “si faccia veramente squadra con le istituzioni, costruendo rapporti solidi: si può fare molto di più“.

Ringraziamo Oderso Rubini per averci concesso la pubblicazione delle sue fotografie.

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