Le città della musica di Vittorio Bongiorno

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Bologna, 17 ott. – Ci sono due anime che si muovono in parallelo dentro City blues, l’ultimo libro scritto da Vittorio Bongiorno e pubblicato a maggio per la casa editrice EDT. Da una parte il bisogno di dare vita a dei reportage, dall’altra il desiderio del narratore di catturare il suono delle città. Di tre città: Los Angeles, Berlino, Detroit.

Proprio per questo scritto in prima persona, il libro unisce la storia di queste grandi metropoli alla storia della musica che le ha rese grandi, ai personaggi che la animano e l’hanno animata, alle forme architettoniche che le innervano e le rendono uniche.
Dal 2013 al 2015 Bongiorno – che ci ha raccontato il suo viaggio e il suo libro durante Solaris – incontra in successione gli anni Sessanta e Los Angeles, patria della psichedelia e della musica del deserto, incarnata nella figura di Gram Parson ma anche dagli U2 di Joshua tree; poi  la Berlino degli anni Ottanta, del rumorismo, delala sperimentazione, della techno e di artisti come Einsturzende neubaten, Nick Cave, U2, David Bowie; infine la Detroit degli inizi, della Ford, di Cèline, degli Stooges e Iggy Pop.
Ma dietro questa lunga cavalcata, Bongiorno in realtà attraversa l’intero Novecento occidentale, rendendo visibili i collegamenti fra varie forme d’arte che hanno innervato un secolo breve ma splendido.
Potete ascoltare l’intera intervista qui sotto, all’interno del podcast.

 

 

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