Lazzaroni: “CasaPound? Come gli altri”. Poi il dietrofront

30 nov – “Nessuna preclusione politica” verso Casapound. Anzi sì. Per metà mattinata il Comune apre all’associazione di estrema destra, per poi chiudere le porte di fronte alla loro richiesta di una sede pubblica. Protagonista del balletto, l’assessore all’associazionismo Luisa Lazzaroni. Ospite nei nostri studi, l’assessore fa intendere che Casapound, qualora partecipasse ai bandi per le libere forme associative, potrebbe concorrere all’assegnazione di spazi e contributi pubblici. “Non è certo l’appartenenza politica che crea delle preclusioni”. Un’associazione come le altre, secondo l’assessore, che si deve rifare alle regole del Comune. Casapound nei giorni scorsi si è infatti inserita nella trattativa tra trattativa tra il Lazzaretto (in cerca di una nuova sede) e il Comune di Bologna, candidandosi per l’assegnazione dello stabile in via San Carlo.

Nei nostri studi la provocazione dei neofascisti per un attimo diventa una candidatura reale, tanto che l’assessore non trova differenze tra Casapound e le altre associazioni. “Per quale motivo dovrebbe essere diversa? Le leggi devono essere uguali per tutti.” Nel giro di un paio d’ore però succede qualcosa, tanto da obbligare Lazzaroni a scrivere una nota che è un vero e proprio dietrofront. Le finalità di Casapound, si corregge l’assessore, “non rientrano e non rientreranno negli ambiti di intervento dell’amministrazione comunale. E anche l’iscrizione al registro delle associazioni non risulta più come unica condizione necessaria. “Qualora si iscrivesse valuteremo con grande serenità, ma deve essere loro chiaro fin da ora che le sue finalità non rientrano e non rientreranno negli ambiti di intervento dell’amministrazione comunale”.

Ascolta l’assessore Luisa Lazzaroni.

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