L’avv. dell’agriturismo: “Macchè discriminazione, loro sono sparite”

Bologna 20 apr.-  Riceviamo dall’avvocato Pietro Ballerini Puviani che rappresenta i proprietari dell’agriturismo in villa a Sala Bolognese, accusati di discriminanzione da una coppia di donne che lì voleva celebrare il proprio banchetto di nozze, una richiesta di rettifica che pubblichiamo. Il testo contiene una ricostruzione totalmente diversa dei fatti da quella offerta dagli avvocati Cathy La Torre e Michele Giarratano che hanno denunciato il caso. “Nessuna discriminazione – è la sintesi dei proprietari attraverso il legale – siamo stati contattati da una wedding planner che poi non si è fatta più sentire per la conferma e ad un certo punto abbiamo dovuto disdire per sopravvenuti impegni”.

“Agli inizi di febbraio una wedding planner, verificata l’idoneità dell’agriturismo dei miei Assistiti ha preso contatto per organizzarvi un evento serale. Ne è seguito uno scambio di mail con cui venivano richieste informazioni (numero stimato di invitati, prezzi, orari per suonare musica etc.) e fornite le risposte del caso. Il 29 di febbraio la wedding planner ha chiesto di ricevere un facsimile del contratto che le è stato fornito, a scopo esemplificativo, il successivo 4 marzo.
Trascorsi ben 43 giorni senza che la wedding planner chiedesse di procedere alla formalizzazione dell’impegno, in data 15 aprile la consorte del proprietario dell’agriturismo ha comunicato la sopravvenuta indisponibilità del sito per la serata prescelta. L’agriturismo è a conduzione familiare ed è ospitato nel parco e nella dépendance della villa di famiglia ove i proprietari si trasferiscono stabilmente ogni anno da maggio a settembre. Per tale motivo, la disponibilità di date in quel periodo si riduce drasticamente e, una volta annullata quella del 19 giugno non ve ne erano altre disponibili.
Quanto sopra è stato precisato, con la massima chiarezza, telefonicamente, anche al socio della wedding planner e, immediatamente dopo – sempre telefonicamente – anche a colei che intendeva usufruire della struttura.
Le sgradevoli insinuazioni a proposito di presunte discriminazioni “di genere” nei confronti della coppia che desiderava avvalersi dell’ospitalità della struttura agrituristica sono dunque infondate e inconsistenti. Il diniego opposto deriva esclusivamente dalla mancata conclusione, in tempi ragionevoli, di un accordo che era stato solo ipotizzato ma mai formalizzato, per l’inerzia della parte che fungeva da intermediaria. Inerzia che ha indotto i miei Assistiti a ritenersi – del tutto legittimamente – liberi da qualsivoglia “impegno” precedente.”

 

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