L’autoanalisi musicale esiste: CAPVTO live a Gran Spolvero

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31 mag. – Lo scorso aprile Gran Spolvero ha ospitato Valeria Caputo in arte CAPVTO, che lo staff del programma non ha avuto paura di definire “la Flying Lotus italiana”. A tre anni da Migratory Birds, la sua nuova creatura si intitola Supernova, un disco ricco di sorprese, con brani strumentali che si alternano alla forma canzone in un viaggio sonoro articolato e interiore e che Valeria ha definito come seduta di introspezione: “È stato un modo per riscoprire me stessa attraverso la musica, un’indagine sonora che è diventata interiore. Mi sono reinventata partendo dal materiale dell’esordio, composto sull’onda del folk rock di Joni Mitchell del primo periodo, attraverso un processo di riciclo di creatività sonora”. Un percorso intrapreso con il guru/terapeuta/tecnico del suono Franco Naddei (Francobeat) e il suo Cosabeat Studio, con il quale la musicista ha registrato anche il disco precedente, intessendo un rapporto che la compositrice definisce “complementare e simbiotico“.

Un intreccio complesso e contemporaneo, in un crescendo tra ritmiche pop, dark e melodie naïf, toni sussurrati, nonsense e loop paranoici, dove il folk si unisce allo stile compositivo proveniente dal percorso formativo di Valeria, diplomata al Conservatorio di Bologna in musica elettronica. Le tematiche espresse si snodano tra umanità e sensibilità, come nel caso di “Flower Girl”, uno dei brani ascoltati nei nostri studi: ” Il personaggio della canzone è ispirato a una mia amica che, seppur limitata nei mezzi economici, manteneva viva la creatività e la generosità” ci racconta Valeria. “Tornava sempre a casa con un sorriso e un fiore raccolto dalla strada. Un brano che è un flusso di pensiero, un’indagine sulla solitudine“.

Supernova rappresenta per Valeria un nuovo viaggio al quale potete prendere parte anche voi ascoltando i brani suonati ai nostri microfoni.

Elena Usai 

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