“L’aula odia”. Scienze politiche si riempie di scritte contro il sequestro

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Foto agenzia Dire

Bologna, 20 mag. – “L’aula odia, la Polizia non può sequestrare“. E ancora: “Meglio teppisti che infami”. Sono due delle tante scritte apparse sui muri della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna, probabilmente tra venerdì e sabato notte quando nel cortile di Palazzo Hercolani è stata organizzata una festa non autorizzata. Imbrattata con vernice nera anche una delle statue del piano terra. Le scritte, che hanno avuto vita breve visto che già questa mattina degli operai hanno ripulito i muri, fanno riferimento al sequestro dell’aula C, storica auletta autogestita sigillata dallo scorso 11 maggio su disposizione del Tribunale del Riesame.

Il Rettore Ivano Dionigi annuncia che verranno chiesti i danni per questi atti “Mi indigna profondamente vedere queste scritte violente e questo sfregio morale e culturale ad opera di alcuni vandali. Al contempo mi conforta la reazione immediata e sana degli studenti veri, gelosi della loro identità e dei loro beni” ha scritto in una breve nota. Il rettore assicura che “l’Universita” ha tempestivamente denunciato l’accaduto” e “non farà mancare anche in questa occasione la propria disponibilità e fattiva collaborazione a Procura e Questura e chiederà il risarcimento dei danni in quanto parte offesa”.

I vertici della Facoltà parlano di “atti di violenza e aggressività” e di “mancanza di rispetto per un palazzo dal valore artistico e culturale enorme”. All’agenzia Dire il presidente della scuola di scienze politiche Daniela Giannetti e il suo vice Ivo Colozzi, spiegano che “probabilmente tra i vandali ci sono anche i componenti dell’aula C oltre a vari gruppi antagonisti”.

Di dissociano dalle scritte i rappresentanti eletti degli studenti. “Riteniamo necessario chiarire la nostra totale lontananza ai fatti e condannare duramente queste azioni- scrivono in una nota Eleonora Andrioli, Giulia Cevinini e Agostino Piacquadio- che reputiamo offensive e inadeguate per qualsiasi tipo di manifestazione di dissenso o protesta. In un Ateneo come quello di Bologna pensiamo sia inammissibile poter accettare o ignorare episodi come questo. Offesi e dispiaciuti noi studenti e rappresentanti ci diciamo pronti a collaborare per la pulizia del Palazzo”.
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“Le immagini provocano un moto di profondo sdegno. I responsabili saranno individuati e perseguiti per danneggiamento aggravato”, ha commentato ‘ il procuratore aggiunto Valter Giovannini. La Procura promette una linea dura e manda a dire che il reato contestato agli autori degli imbrattamenti è quello di danneggiamento aggravato, previsto per gli imbrattamenti di beni di valore storico.

Gli autori degli imbrattamenti a Scienze politiche “devono essere perseguiti, per rispetto alla città e all’Università” dice il sindaco, Virginio Merola, che in una breve nota condanna le scritte e i danneggiamenti compiuti a Palazzo Hercolani. “Gli artefici di questi atti vandalici devono essere perseguiti per rispetto alla città e all’Università- afferma Merola- confidiamo nell’operato della Procura e nelle azioni conseguenti delle Forze dell”ordine”.

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