L’Asp stringe la cinghia. Pareggio di bilancio entro il 2016

Bologna, 7 mag. – Entro il 2016 l’Asp città di Bologna raggiungerà il pareggio di bilancio. Parola dell’assessore alla sanità Luca Rizzo Nervo che oggi in conferenza stampa ha spiegato come l’azienda cittadina di servizi alla persona stia risparmiando. Tagli e “efficientamenti” hanno colpito lo stipendio dei dirigenti e le consulenze. Le sedi inutilizzate sono state messe in affito così come entro due anni i 2 mila ettari di terreno agricolo di proprietà dell’azienda saranno interamente resi produttivi e affittati a terzi. Sono state ridotte anche le assenze del persone, attraverso interventi per evitare infortuni e con un contratto integrativo che ha premiato chi faceva meno assenze. Da una media di 23 giorni l’anno di malattia si è passati nel 2015 a 17 giorni l’anno, in linea con la media regionale del settore. Solo su questa partita il risparmio per l’azienda è di 200 mila euro.

Altri interventi hanno riguardato la chiusura di Bologna per il sociale srl, società creata anni fa e mai utilizzata nonostante un costo complessivo che ha toccato i 350 mila euro l’anno. Una buona fetta dei risparmi arriva, naturalmente, dalla fusione delle precedenti Asp: tre Cda e tre direttori generali costavano 455.000 euro, oggi amministratore e direttore valgono 135.000 euro. Altri 60.000 euro sono stati recuperati con un taglio agli stipendi dei dirigenti, che si sono ridotti pure i buoni pasto, rimasti invece invariati per gli altri dipendenti. Delle tre sedi, due sono state messe in affito con un bando pubblico: l’ex Poveri vergognosi in via Marsala per 3.500 euro al mese e l’ex Irides in via Castiglione per 800 euro mensili. Tutta l’amministrazione si traferirà nell’unica sede della nuova Asp in viale Roma, già quartier generale della Giovanni XXIII.

E ancora, il piano prevede un risparmio di 60.000 euro sulle utenze e altrettanti verranno recuperati grazie a un’operazione di ricontrattazione di affidamenti e incarichi. Avviata poi una task force per il recupero delle morosità su rette e affitti. “Non sono più di 20- assicura Borghi- li stiamo incontrando uno per uno per definire un piano di rietro sostenibile”.

L’Asp Città di Bologna ha anche messo in campo un’operazione di chiusura dei contensiosi legali. Tutti tranne l’ex casa di cura Santa Marta, in Strada Maggiore, sulla quale va avanti la battaglia legale con l’azienda che non ha completato i lavori. Intanto, l’Asp sta valutando la fattibilità di una proposta ricevuta per realizzare nell’ex convento uno studentato. Per raggiungere il pareggio di bilancio, l’Asp è anche intervenuta sulle ferie arretrate, in particolare dei dirigenti (“Qualcuno aveva anche 130 giorni di ferie non godute”), e per ridurre le giornate di malattia dei dipendenti. Secondo la legge regionale sull’accreditamento, agli operatori socio-sanitari sono riconosciuti 17 giorni all’anno. “Quando siamo arrivati noi- spiegano Borghi e Scoccati- il tasso medio era di 23 giorni di malattia nel 2013″, scesi poi a 20,5 giorni l’anno scorso. L’obiettivo è scendere ancora a 17 giorni, in linea con la legge regionale. Anche perchè, ogni giorno di malattia in più oltre il tetto previsto per legge, è l’Asp a coprirlo con fondi propri e con sostituzioni pagate degli operatori, che l’anno scorso sono costate circa 200.000 euro. Per far sì che i propri dipendenti si ammalino meno, l’Asp ha prima di tutto siglato un accordo integrativo con i sindacati, dove è previsto un incentivo inversamente proporzionale alle assenze. I manager dell’azienda hanno poi lavorato sul “benessere degli operatori”, ad esempio rivedendo i turni, installando sollevatori in tutte le strutture e concentrando le ferie in estate, per permettere di stare piu” tempo possibile con i figli. A breve, inoltre, dovrebbe essere diramata una “direttiva per la valorizzazione delle risorse umane”.

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