L’arte del silenzio dei Jenny Penny Full: live a Maps!

jennypenny

7 giu. – “Eos è un disco spontaneo, capace di accogliere il suono del silenzio“: queste sono le parole usate dal quartetto veronese Jenny Penny Full per descrivere il loro primo lavoro in studio, pubblicato per Vaggimal Records lo scorso febbraio. Nati due anni e mezzo fa come progetto busker, la band composta dalla cantante Giulia Vallisari, dal chitarrista Luigi Noce, dal bassista Stefano Lanza e dal batterista Giovanni Franceschini, ha esordito con un album intriso di sonorità differenti. “Eos sceglie il silenzio come struttura”, raccontano i due componenti Stefano e Giulia a Maps. “Lavorandoci su abbiamo compreso l’importante differenza tra sentire e ascoltare, soprattutto nel contesto attuale dove l’attenzione del pubblico è divenuta ormai una merce rara. Ascoltare implica fare dei passi in più.”

Un disco realizzato con la preziosa collaborazione di un’altra band di Verona, i C+C=Maxigross, che si sono esibiti pochi giorni fa sul prestigioso palco del Primavera Sound. “Abbiamo registrato il disco nel vecchio studio del loro bassista, nella casa di campagna dei suoi genitori” ci racconta Stefano. “Abbiamo trascorso una settimana insieme e fin da subito si percepiva un’atmosfera casereccia. Queste energie hanno reso il disco umano“. Un album che si snoda tra le sonorità ambient di “Far Continent” (singolo accompagnato dall’uscita del video ufficiale), il post rock di “Liquefy” e “Solar“, per giungere infine a un trip hop sognante che ricorda molto quello dei Portishead.

Sono brani da ascoltare durante una tranquilla serata tra amici, con le cuffie nelle orecchie o… stesi beatamente sulla schiena di un orso polare, come abbiamo suggerito scherzando alla band. Noi li abbiamo ascoltati esibirsi al di là del vetro nei brani sopra citati. Ora sta a voi scegliere in che modo godere di questo nuovo showcase.

Elena Usai

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