L’Appennino conquista Bologna

Bologna 10 apr.- “E’ la prima volta che tutta la montagna si confronta”. A parlare è Marco Tamarri, responsabile Cultura e Turismo dell’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese, uno dei protagonisti del protocollo d’intenti siglato oggi, che vede diversi enti (il Comune, la Città Metropolitana, la Regione e le cinque strutture territoriali in cui si articola l’Appennino bolognese) collaborare per il rilancio del turismo nell’area montana bolognese. Strumento operativo dell’operazione sarà il Tavolo dell’Appennino, coordinato dallo stesso Tamarri, a cui siederanno, oltre agli enti firmatari, numerose associazioni di categoria, di volontariato e culturali.

Un settore, quello del turismo, in calo, secondo gli ultimi dati sui movimenti turistici dell’Area metropolitana.  Nel 2014, la percentuale di turisti in meno rispetto all’anno prima è stata del 10,06%. Per questo motivo occorre rilanciare l’immagine del territorio “come insieme, non proporre offerte uniche separate”, anche guardando ad aree limitrofe, come l’Appennino toscano e la vicina città metropolitana di Firenze. “A questo proposito è stato da poco presentato un progetto riguardante la Transappenninica, la storica linea ferroviaria da Bologna a Pistoia, conosciuta anche come Porrettana, per valorizzare le realtà artistiche, culturali e ambientali situate lungo il suo tragitto, che ha suscitato molto entusiasmo”, dice Massimo Gnudi, sindaco di Vergato e Consigliere della Città Metropolitana con delega alle politiche della montagna.

Per quanto riguarda le risorse da investire, spiega Gnudi, vi sarà un’unione tra le disponibilità dei singoli enti partecipanti al protocollo (ad esempio, il Comune mette a disposizione i proventi ricavati dalla tassa di soggiorno) e iniziative destinate a raccoglierle. Come “Destinazione Appennino”, l’appuntamento di domenica 12 Aprile all’Arena del Sole. A partire dalle 16 verranno presentati al pubblico il protocollo ed i progetti già operativi sul territorio, realizzati in collaborazione col GAL (Gruppo azione locale Appennino bolognese), come l’itinerario che ricalca il tragitto della Linea Gotica, percorsi enogastronomici come la Strada dei vini e dei sapori, o la caccia al tesoro “Discovery Appennino. Vivi l’Appennino, trovi un tesoro”, ancora in corso (dal 27 Marzo al 27 Agosto). A seguire, musica tradizionale dell’Appennino tosco-emiliano con Riccardo Tesi e Banda Italiana, oltre al duo Carlo Maver e Dimitri Sillato insieme a Guglielmo Pagnozzi, ed assaggi di prodotti tipici a cura della Strada dei vini e dei sapori Appennino Bolognese – Montagnamica. L’ingresso è libero.

Dunque un rilancio a tutto tondo: ambiente, storia, cultura, gastronomia, sport, “ma soprattutto persone”, dice l’assessore Matteo Lepore. “Questo è il primo progetto della Città Metropolitana, e ne sono felice perché è evocativo di un certo modo di lavorare insieme”. Per Tamarri l’idea è quella di “agganciarsi alla locomotiva-Bologna”, ovvero creare un modello di turismo congiunto che veda il capoluogo come porta di accesso alle zone limitrofe. “Mediamente la permanenza turistica in città è di due giorni e mezzo, l’obiettivo è di allungarla convincendo i turisti a passare almeno una notte sull’Appennino. Bologna non è soltanto la città medievale con le due torri. L’immagine che meglio la rappresenta è piuttosto simile a Torino, con le montagne dietro. Si deve insistere su questa nuova percezione”, il parere di Lepore.

Un grande lavoro si sta facendo a livello pubblicitario. Per quanto riguarda i turisti di località vicine, incontri nelle piazze per presentare le nuove iniziative. All’estero, un accordo con Ryanair per applicare la scritta “Destinazione Appennino”, un brand che sarà presente anche sui taxi di città come Londra, Monaco e Barcellona.

Fernando Giacinti

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