L’analisi del Cattaneo: Merola poco attrattivo, Borgonzoni trasversale

Bologna 7 giu.- Dove sono finiti i voti che gli elettori bolognesi non hanno dato al Pd in queste elezioni amministrative? L’istituto Cattaneo, nella classica analisi dei flussi elettorali, spiega che sotto le Torri ci sono diversi aspetti degni di nota. I ricercatori del Cattaneo hanno analizzato i flussi tra le elezioni politiche del 2013 e quelle di domenica 5 giugno. L’avvertenza è quella che mettere a confronto elezioni diverse è sempre problematico ma sarebbe stato “poco opportuno” farlo con le elezioni amministrative del 2011 perchè tra il 2012 e il 2013 in Italia c’è stata la prepotente affermazione del M5S e le elezioni politiche di tre anni fa possono essere considerate come l’esordio del sistema tripolare.

Il Pd in primis perchè “si osservano rilevanti flussi di voto dal Pd ai candidati degli altri schieramenti”, verso quello del M5S e anche verso Lucia Borgonzoni (circa un 2%). Il M5S e il centro destra perdono numerosi consensi che però si indirizzano verso l’astensione.

Il Cattaneo analizza anche i due candidati che ora si fronteggiano al ballottaggio e promuove Borgonzoni mentre boccia il sindaco ricandidato Virginio Merola. La leghista ha “una forte capacità attrattiva, in grado di intercettare voti in modo trasversale”. Merola risulta invece scarsamente attrattivo al di fuori della sua area di riferimento e “a parte un flusso proveniente dalla coalizione centrista di Monti (pari all’1,4%) gli altri flussi sono praticamente irrilevante”. Anche da sinistra (nel 2013 l’area era rappresentata da Sel e Rivoluzione Civile) “non arriva nulla a Merola, gli elettori di quest’area preferiscono l’astensione o Federico Martelloni”.

L’intervista al ricercatore Rinaldo Vignati

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