Lampedusa, arte e cultura per creare ponti e abbattere muri


Lampedusa (Ag), 4 giu. – L’Italia e l’Europa, anche quella che vorrebbe chiudersi ed escludere i migranti, prima o poi dovranno ringraziare Lampedusa. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arrivato ieri sull’isola per inaugurare il Museo della Fiducia e dell’Impegno per il Mediterraneo. Una mostra internazionale cooperativa, la più grande d’Europa, ideata da First Social Life e realizzata attraverso la collaborazione delle più importanti istituzioni museali europee e mediterranee, e con il contributo della cooperazione sociale e di consumo bolognese. Fino al 3 ottobre, nelle sale del Museo Archeologico delle isole Pelagie, sarà l’arte a parlare di accoglienza e di dialogo tra le culture che si affacciano sul Mediterraneo.

Alessandro De Lisi, è uno dei curatori della mostra e ai nostri microfoni spiega il senso dell’iniziativa.

Accanto all’Amorino dormiente di Caravaggio prestato dagli Uffizi, alla Testa di Ade, la scultura sottratta ad un’area archeologica siciliana e recuperata dai Carabinieri negli Stati Uniti, trovano posto i disegni di Shahrazade, una piccola profuga siriana del campo greco di Idomeni, il Siddharta di Herman Hesse che fu di Giulio Regeni e la testa di Donna sorridente di età punica prestata dal Museo del Bardo di Tunisi.

Moncef Ben Moussa è il direttore del museo e ci ha spiegato l’importanza del reperto e il momento difficile che sta vivendo la Tunisia, ancora segnata dall’attentato dei fondamentalisti dell’Isis del 18 marzo 2015.

Sono 45 anni che un Presidente della Repubblica non visita l’isola e i lampedusani si stringono attorno al capo dello Stato. Al suo arrivo, nella via Roma che porta al Museo, Mattarella è accolto da coccarde e bandierine tricolori, la banda suona ininterrottamente, e giovani e meno giovni vogliono salutare il Presidente. “Se la sogna un’accoglienza così altrove” dice Diamante, la signora che ci ospita per la diretta radiofonica. Tra i tanti lampedusani non si vedono i volti dei migranti. “Non si vedono in giro” dice un abitante al microfono, mentre un’altra persona, anziana, ricorda di avere offerto da bere e da mangiare a dei giovanissimi neri appena sbarcati e un ragazzino dice: “I profughi? Noi a volte ci giochiamo a calcio”.

Il Museo della fiducia e dell’impegno per il Mediterraneo sarà visitabile a Lampedusa fino al 3 ottobre, giorno del 3 anniversario di una delle più grandi stragi di migranti avvenute al largo dell’isola, porta d’Europa “sicura e legale” secondo l’auspicio del sindaco Giusi Nicolini. La mostra è stata realizzata con il contributo della cooperazione sociale bolognese i cui rappresentanti erano presenti all’inaugurazione. E’ stata per noi l’occasione di parlare di come il territorio bolognese sta affrontando l’accoglienza dei migranti.

Giacomo Rossi, direttore dell’hub regionale migranti di Bologna, l’ex Cie, dal luglio 2014 non più centro di detenzione ma luogo di transito, ci ha raccontato che in appena 22 mesi di attività la struttura ha visto transitare 14 mila persone.

Luciano Serio, coordinatore del settore fragilità della cooperativa Società Dolce.

Ulisse Belluomini, vice presidente di Open Group cooperativa sociale onlus, che per prima ha scelto di aderire al progetto del Museo, ed ha contribuito, insieme al museo Pelagalli, prestando alla mostra l’antenna radiogoniometrica di Guglielmo Marconi, madre dei sistemi radar.

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