Làbas. Conte: “Pronto al dialogo ma loro la buttano in politica”

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Foto tratta dalla pagina Facebook di Làbas

Bologna, 6 apr. – L’apertura al dialogo c’è ma soluzioni concrete per il futuro del progetto Làbas non sembrano per ora essere in campo. E’ sempre più teso il confronto tra gli attivisti, entrati nella ex caserma Masini nel novembre del 2012 e l’assessore alla cultura Davide Conte, incaricato della trattare.
Sull’occupazione, che coinvolge diversi progetti e residenti del quartiere Santo Stefano, pende un decreto di sequestro.

A peggiorare la situazione, secondo l’assessore, è stata la manifestazione di protesta ieri durante l’incontro “Collaborare è Bologna”, alla presenza del sindaco Merola e della presidente del quartiere Ilaria Giorgetti. Entrambi sono accusati dagli attivisti di lavorare insieme per lo sgombero di Labas, nonostante facciano parte di opposti schieramenti politici.
“Più che una risposta di un’associazione che vuole fare innovazione sociale mi è sembrata la risposta di un movimento politico” dice Conte. A Labas e al centro sociale Tpo fanno riferimento alcuni militanti di Coalizione Civica. L’assessore si dice comunque disponibile al dialogo, ma chiede agli attivisti di lasciare entrare all’interno della caserma i tecnici della proprietà, Cassa Depositi e Prestiti.  “Non possono decidere loro di entrare e fare quello che vogliono. Lo spazio non è nella disponibilità dell’amministrazione comunale.  E’ una proprietà privata e l’attuale proprietario vuole investire, procedere e lavorare. La proprietà ha i suoi diritti” dice Conte, che lamenta anche un mancato saluto per strada da parte degli attivisti.

Ma una alternativa per proseguire il progetto altrove esiste? “Il quartiere Santo Stefano è una zona culturalmente dinamica, bisogna verificare la disponibilità di spazi alternativi e procedere ad un ragionamento” dice Conte. Per il momento però non sembra esserci nulla sul piatto della trattativa.

A sottolinearlo sono gli stessi attivisti che replicano a Conte. “Non ci sono proposte” sarebbe la frase detta agli attivisti durante l’incontro con l’assessore alla cultura, secondo quanto racconta Detjon, attivista di Labas. In quella sede sarebbe stato promesso un ulteriore incontro con l’assessore all’urbanistica Patrizia Gabellini, poi mai avvenuto.

Domani, giovedì 7 aprile, è atteso un nuovo tentativo della proprietà di Cdp per entrare nella struttura. Gli attivisti non hanno dubbi: “Li aspetteremo davanti al cancello, col cancello chiuso. Se vogliono entrare prima devono parlare con noi” dice ancora Detjon che racconta anche di un appuntamento fissato con il parlamentare di Sel Giovanni Paglia, e annullato da Cdp.
In passato, ricorda Detjon, i tecnici della proprietà sono entrati nella struttura ma “il rapporto si è interrotto quando ci hanno staccato la luce”.

 

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