Làbas. Arcigay: “Amareggiati e sconfortati dalle parole di Merola”

 

Bologna, 6 set. – “Siamo rimasti amareggiati e sconfortati perché dietro quell’appello non c’era solo una proposta concreta su Làbas ma uno sguardo lungo”. A Vincenzo Branà, presidente del circolo Arcigay il Cassero, non è affatto piaciuto il “contro-appello” ironico del sindaco Virginio Merola alle realtà, dall’Arci all’Anpi, da Libera alla Cgil all’Arcigay, che avevano sottoscritto una lettera aperta indirizzata a Palazzo d’Accursio in cui chiedevano di trovare una soluzione ponte per Làbas, in attesa della definizione dell’ipotizzato trasloco alla Staveco.

La proposta era quella di lavorare ad una soluzione temporanea per dare, in breve tempo, una risposta alla richiesta di spazi che viene dal collettivo sgomberato lo scorso 8 agosto, in concomitanza con lo sgombero del Laboratorio Crash. E lo sguardo, “di lungo periodo”, era rivolto al rilancio di un dibattito politico sull’uso degli spazi vuoti della città. Una cosa seria, quindi, spiega Branà nata dalla volontà di rifiutare la violenza, quella del manganello che troppo spesso negli ultimi anni in città è stata chiamata a “risolvere” situazioni, ripristinando la legalità. Perché, come dice Branà, “non esistono una violenza buona e una violenza cattiva e nemmeno una violenza necessaria”. Per questo il Cassero ha sottoscritto la lettera pubblica che ha infastidito il sindaco.

“La risposta del sindaco è stata secondo noi molto superficiale perché non è andata nel cuore dell’appello” dice Branà. Una reazione “stizzita, nervosa nei confronti di chi lo firmava senza entrare nel merito” delle proposte avanzate. “In questo momento c’era bisogno di parole responsabili” incalza Branà, e non di parole che “gettano sale sulle ferite di una parte della città”.  Il Cassero parteciperà sabato alla manifestazione indetta da Làbas e l’auspicio di Branà è che sia una manifestazione gioiosa “e non biliosa”. “Spiace perché non è il sindaco evidentemente la persona che si prende la responsabilità di governare la città in questo momento molto delicato. Tocca alla città stessa autogovernarsi” dice Branà.

      vincenzo branà


Anna Cocchi, presidente dell’Anpi
, è meno netta di Branà. “In tutte le cose è giusto assumere la giusta dimensione” dice Cocchi, che comunque ricorda al sindaco che “siamo tutte associazioni di volontariato quindi pensare che noi abbiamo risorse per altre associazioni non è una cosa possibile”. Ciò premesso, però, Cocchi sottolinea come “i valori che stanno a cuore all’Anpi devono essere rispettati in un quadro di regole. Quindi se Làbas non è un’associazione, li aiutiamo a essere in regola”.

      Anna Cocchi, presidente Anpi

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