Làbas al sindaco: “Rispetta le promesse o fra un mese ci riprendiamo via Orfeo”

Bologna, 8 ago. – Il sindaco Merola apre ad un tavolo di trattativa con gli attivisti di Làbas appena sgomberati? “Non basta, è da quattro anni che ne stiamo parlando”. Sbotta così un militante di Làbas nella conferenza stampa delle 12.30 davanti ad un Palazzo d’Accursio difeso dalle camionette della celere. La reazione degli attivisti di via Orfeo è tutta politica, e rimanda la palla direttamente all’amministrazione del sindaco Merola. Il 30 agosto è stata lanciata un’assemblea cittadina,  mentre il 9 settembre ci sarà una manifestazione “perché la città ha tutto il diritto di riprendersi quel che è suo, quindi Làbas in via Orfeo 46″.

      Tommaso Làbas sulla manifestazione del 9 settembre

Nel frattempo, prima del corteo che arriverà fra un mese, quelli di Làbas invitano il sindaco a trovare davvero una soluzione alternativa come promesso. “Vogliamo parlare con Merola, non crediamo più alle storielle che leggiamo sui giornali. Ad oggi non c’è stato alcun tipo di tavolo che si assumesse la responsabilità di portare a termine una regolarizzazione di Làbas”, spiega un attivista. “Al sindaco ricordo gli sgomberi di questi anni – aggiunge Domenico Mucignat del Tpo -, le occupazioni abitative ma anche Bartleby e Atlantide. Visto che ha promesso soluzioni alternative rispetti la sua promessa. Guazzaloca all’epoca c’è riuscito a dare una soluzione al Tpo in appena 18 giorni, lui questa volta ha un mese”.

Doppio blitz della Celere: sgomberati Làbas e Crash

In conferenza stampa gli attivisti forniscono anche i numeri delle persone ferite durante gli scontri di questa mattina: “Sono circa una decina, 2-3 persone anche in maniera grave, sicuramente ci saranno decine e decine di giorni di prognosi”. Proprio in questi giorni, lo spazio ospitava anche un campo del Servizio Civile Internazionale, organizzato con il Comune, volto a riqualificare parte della Caserma, al quale hanno partecipato ragazzi di oltre 10 nazionalità. “Immaginate che biglietto da visita l’Italia ha fornito a queste persone”, commenta un attivista. Aggiungendo che la polizia avrebbe anche “rubato le valigie, che non ritroviamo”.

Tra gli appelli lanciati, arriva anche quello degli attivisti che seguono il progetto di ‘Accoglienza Degna‘, il dormitorio sociale autogestito. Sarebbero infatti 20 le persone senza dimora che da quattro anni e mezzo abitavano gli appartamenti adiacenti all’ex Caserma Masini; tra questi, “15 persone che non hanno trovato spazio nell’accoglienza, sono oggi per strada“, spiega Francesca di Làbas. “Chiediamo ai cittadini e alle cittadine di accogliere queste persone temporaneamente“.

Intanto, anche un’altra attività del collettivo prosegue al di fuori delle mura dell’ex Caserma Masini: per domani è confermato l’appuntamento con il mercato contadino CampiAperti “nei pressi del parcheggio del Baraccano e verso il portico”.

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