La siccità fa male ai tubi Hera: rotture in aumento del 48%

Bologna, 10 ott. – Il cambiamento climatico non fa male solo all’ambiente. A risentirne è anche il sottosuolo, e di conseguenza i tubi, soprattutto quelli dell’acqua. A testimoniarlo sono i dati sulle rotture della rete acquedottistica di Bologna. Se nel 2014 le rotture sono state 279, e per giunta in calo rispetto alle 340 dei 12 mesi precedenti, negli ultimi anni gli interventi di riparazione di tecnici e operai sono aumentati sistematicamente: 398 nel 2015, 413 nel 2016. Dal 2013 al 2016 le rotture sono aumentate del 21%, dato che schizza al 48% se si tengono in considerazioni solo gli ultimi 24 mesi (2014-2016).

Il motivo dell’aumento? La siccità estiva. “Siamo in presenza di una variabilità legata alle condizione meteorologiche e del terreno”, spiega Emidio Castelli, responsabile degli acquedotti del gruppo Hera, per intenderci la rete che da Modena arriva al mare Adriatico. “Il fattore che più influenza le rotture è l’indice di siccità del terreno, che seccandosi sottopone a maggiori sollecitazioni i tubi”, spiega Castelli.

 

      Emidio Castelli

 

Acqua. Aumentano le rotture dei tubi, diminuiscono i tecnici Hera

Per quanto riguarda il 2017 i dati sulle rotture sono ovviamente ancora parziali: si sa che da gennaio ad agosto gli interventi di riparazione sulla rete acquedottistica sono stati 226. Se nella seconda metà dell’anno dovessero riproporsi i dati dei primi sei mesi le rotture del 2017 potrebbero superare quota 450. Eventualità non impossibile visto che Arpa ha parlato di questa estate come di un periodo di “eccezionale sofferenza pluviometrica” per quasi tutta la regione.

Non ci sono solo i dati riferiti all’acquedotto. Se si considerano gli allacci, e cioè i tratti di rete che collegano le condotte con le utenze domestiche, industriali e commerciali, si scopre che le rotture sono passate dalle 519 del 2014 (539 nel 2013) a 664 nel 2015 fino a toccare le 790 nel 2016. Si tratta del punto debole della rete, quello che che più di tutti risente degli sbalzi di pressione. Dal 2014 ad al 2016 per quando riguarda gli allacci della rete dell’acqua le rotture sono aumentate del 52%.

“Quel che succede ai tubi dipende moltissimo dal clima e dai suoi mutamenti – aggiunge Emidio Castelli – dobbiamo iniziare sempre a più ragionare sull’impatto del climate change sul sottosuolo, a livello complessivo e di interventi concreti. Ad esempio tutti i nuovi allacci presentano una nuova tipologia di materiale, un polietilene multistrato che garantisce maggiore resistenza”.

Restano due dati. Il primo: Bologna ha una rottura ogni mille abitanti (1,1‰) , il dato nazionale è tre volte più alto.  Sotto le Due Torri le reti si rompono il 20% di volte in meno che nel resto d’Italia. Il secondo dato invece parla dell’età media della rete bolognese: 37 anni. Un dato migliore della media italiana (il 22% dei tubi ha più di 50 anni) ma vicino ai 40 anni di vita utile di una tubatura dichiarati nell’ultimo rapporto dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico.

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