La seconda generazione. Come parlare dei figli per raccontare la Shoah dei padri

Michel Kichka la seconda generazione presentazione bologna museo ebraicoBologna, 27 gen. – Ha parlato per due ore di fronte agli studenti del liceo Galvani spiegando il senso del suo libro, la graphic novel La seconda generazione  – Quello che non ho detto a mio padre. Ma ha anche discusso con loro della differenza che c’è tra antisemitismo e critica legittima alla politica di Israele, ha affrontato la questione del rapporto padre-figlio, del razzismo montante in Europa e di come si può parlare di Shoah con ironia e attraverso i fumetti. Michel Kichka ha presentato  il suo libro “Deuxième génération – Ce que je n’ai pas dit à mon père” (tradotto e pubblicato in Italia da Rizzoli Lizard) al Museo Ebraico di Bologna.

Kichka è nato in Belgio nel 1954 e da tempo vive in Israele, collabora col quotidiano Le Monde e con la rete TV5Monde, ed è probabilmente il più conosciuto fumettista israeliano in Europa. E’  impegnato politicamente e si definisce di sinistra. Famose sono le sue vignette satiriche, pubblicate anche sul suo blog.  La seconda generazione racconta del rapporto di un figlio col padre sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti. Un lavoro autobiografico che, dice l’autore, vuole parlare ai tanti che sono cresciuti con uno o entrambi i genitori sopravvissuti alla Shoah. “La nostra generazione, la seconda appunto, è stata in qualche modo schiacciata dalla storia di chi è venuto prima di noi. La sofferenza di quelli della mia età non può ovviamente essere paragonata a quella dei nostri padri. Per questo siamo in qualche modo rimasti invisibili”.  La seconda generazione, continua Kichka, ” è un libro molto personale.  Un lavoro che non parla direttamente di Shoah, ma fa capire quanto sia stato pesante essere ebreo nel ventesimo secolo”.

Durante la presentazione al Museo Ebraico Kichka aveva tutto attorno a sè i grandi pannelli allestiti negli spazi espositivi di via Valdonica, con la riproduzione delle sue tavole in bianco e nero. Nelle teche invece alcune delle tavole originali, i suoi lavori precedenti, e il libro di suo padre Henry, sopravvissuto alla Shoah.

Il lavoro di Michel Kichka, a due anni dalla pubblicazione de La seconda generazione in lingua italiana, sarà visibile al Museo Ebraico di Bologna fino all’8 marzo.

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