“La rovina dell’umanità sono certi film”. Michele Greco, boss della mafia.

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Non molti scrittori avrebbero il coraggio di prendere una sceneggiatura di Quentin Tarantino, leggersela tutta d’un fiato, lasciarsi folgorare dall’intelligenza della storia e la brillantezza dei dialoghi per decidere poi che, sì, una volta apportare le dovute modifiche, quella stessa storia potrebbe funzionare anche in un romanzo e magari un romanzo ambientato in Sicilia, dove al posto dei Nazisti ci sono i mafiosi e al posto degli ebrei perseguitati ci sono sono i pentiti.

La follia necessaria (per fortuna) ce l’ha messa Stefano Amato che, fiancheggiato da Marcos y Marcos, realizza quella che è a tutti gli effetti una cover letteraria di Inglorius Basterds il film del 2009 di Quentin Tarantino, con Brad Pitt nella parte del tenente Aldo Raine e Christoph Waltz in quella del colonnello Hans Landa (ruolo che gli ha fatto conquistare l’oscar nello stesso anno).

Stefano Amato torna dunque a giocare con la storia, dopo il libro del 20013, Il 49esimo Stato (Feltrinelli/Transeuropa), sempre ambientato in Sicilia (ma in una Sicilia divenuta parte integrante degli Stati Uniti d’America dopo la 2° Guerra mondiale) con grande ironia e la consapevolezza che uno degli scopi nobili del fare letteratura resta quello di creare mondi e realtà parallele dove poter rispondere alla domanda Che cosa sarebbe successo se…?

 

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