La Rivoluzione russa fa 100 anni. A Bologna Malevic, Rodchenko e Kandinsky

Rodchenko

Una fotografia di Rodčenko (1891-1956), pittore, grafico e fotografo russo

Bologna, 9 feb. – Un anno di mostre ed eventi per celebrare gli anniversari che si susseguiranno nel corso dell’anno, fino a dicembre quando, nel centenario della Rivoluzione russa, al Mambo si alzerà il sipario su una grande mostra sulle avanguardie russe di inizio ‘900, organizzata in collaborazione con il Museo di Stato di San Pietroburgo, che conserva una collezione dedicata all’arte russa, compresa quella legata ai primi anni del Novecento, con artisti come Malevic, Rodchenko e Kandinsky. “Possiamo ipotizzare che si tratterà della mostra sulle avanguardie russe piu’ importante d’Europa”, rivendica Roberto Grandi, nuovo presidente dell’Istituzione Musei di Bologna. “Stiamo cercando di individuare un partner esterno con il quale condividere l’organizzazione della mostra, che si farà con qualcuno che si assume il rischio di impresa, come e’ stato fatto al Museo civico archeologico con la mostra sugli Egizi”, spiega Grandi, aggiungendo che l’evento coinvolgerà anche l’Università e la Cineteca. Del resto, presentando il piano programma dei musei e delle biblioteche, l’assessore comunale alla Cultura, Bruna Gambarelli è stata chiara, la principale caratteristica delle iniziative in calendario nel corso dell’anno sara’ “la trasversalità'”, ovvero il coinvolgimento nei singoli progetti di diverse Istituzioni cittadine.

Accadrà, quindi, per la rassegna sui russi, ma anche per il progetto speciale per il 2017, che ruota attorno alla mostra di Christian Boltanski in programma a fine giugno al Mambo: all’evento principale si affiancheranno altre iniziative collaterali, in cui l’artista francese sarà protagonista, anche come ‘curatore': sarà così per “Take me, I’m yours”, una maxi installazione al Giuriolo, primo ‘blitz culturale’ nell’ex parcheggio di Corticella in attesa del recupero della struttura, per il quale si attende lo sblocco dei fondi ministeriali. Parole chiave del programma culturale, oltre a trasversalità, anche ‘memoria’ e ‘periferie’. Alla voce ‘memoria’, oltre al progetto speciale, sono iscritte le iniziative per i cento anni della costruzione del forno del pane, quelle in omaggio alla gallerista Ginevra Grigolo, ma anche quelle per il 40ennale della settimana della performance, un evento nell’evento tra quelli che ricorderanno il ’77, celebrato, tra l’altro, in una mostra documentale in programma ad aprile all’Archiginnasio. Lo sguardo del Comune si allunga sul 2018 quando è prevista l’organizzazione al Museo civico archeologico di una mostra sugli Etruschi. “Vogliamo programmare i nostri eventi con largo anticipo: chi prenota un viaggio lo fa con mesi di anticipo e deve sapere cosa troverà nella città che vuole visitare”, spiega Grandi. (agenzia Dire)

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