La Regione annuncia: “Reddito d’inserimento presto realtà”

10 nov.- Elisabetta Gualmini l’aveva detto la scorsa estate: allo studio del suo assessorato c’era una misura di contrasto alla povertà per le persone che erano state più colpite dalla crisi. La vicepresidente della Regione aveva parlato di un gruppo di lavoro (dell’università di Modena ndr) che avrebbe disegnato uno strumento con l’obiettivo preciso di non cadere nella trappola dell’assistenzialismo.

Ora l’annuncio. “Arriveremo ad una svolta storica, annunceremo se tutto va bene una misura di contrasto della povertà del tutto nuova per le famiglie interessate: la chiameremo reddito di inserimento o di contrasto alla povertà, sarà un’integrazione forte del bilancio regionale rispetto ai finanziamenti della legge di stabilità”. La vicepresidente ha detto che va riconosciuto “il lavoro del governo Renzi che ha messo a disposizione per i prossimi due anni un miliardo di euro all’anno per misure contro la povertà assoluta delle famiglie con minori”.

Gualmini ne ha parlato a margine del convegno su lavoro e inclusione sociale nel quale la Regione ha spiegato l’omonima legge recentemente approvata per sostenere l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità, attraverso l’integrazione tra i servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari. Nello specifico è stata presentata la convenzione tra Regione e ministero del Lavoro, era presente il ministro Giuliano Poletti, per la gestione dei servizi per l’impiego. Un esempio caratterizzante per capire la nuova legge è quello dei tirocini visto che è stata introdotta una nuova tipologia, il tirocinio di orientamento, formazione e inserimento o reinserimento. Sarà un tirocinio finalizzato al rafforzamento dell’autonomia delle persone, alla loro riabilitazione e inclusione, la cui indennità sarà finanziata anche da risorse regionali e del Fondo sociale europeo. Per l’assessore Patrizio Bianchi la legge è uno dei primi strumenti attuativi del patto per il lavoro siglato da viale Aldo Moro con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali, i rappresentanti delle istituzioni, del mondo bancario, delle Università e dell’associazionismo.

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