La guerra di Mimosa: dal vivo a Maps

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16 dic. – La terza guerra è un esordio, per Mimosa Campironi, ma solo dal punto di vista della musica pop: la talentuosa Mimosa, infatti, ha un passato di studi al Conservatorio e un presente importante anche come attrice. Tanto per citare un titolo, compare nel cast di Pecore in erba e ha lavorato a teatro e in televisione. “La recitazione mi ha aiutato a superare un blocco che avevo quando davo gli esami di musica”, ha raccontato ai microfoni di Maps la Campironi. “Ero pervasa da un’ansia che mi impediva di trovare il piacere nel suonare. Adesso invece mi piace divertirmi con il pianoforte“. Un titolo, quello del debutto, che evoca scenari drammatici, al giorno d’oggi: “Per me la terza guerra è quella dello spirito e del lato femminile dell’uomo, un modo per evitare il conflitto e trovare le cose in comune. Nell’album ci sono io, tanto, ma anche tutte le donne che ho incontrato sul mio cammino e i miei innamoramenti“.

Ma com’è stato il cammino di Mimosa? Com’è per una donna fare arte in Italia? “La situazione è orrenda: quando vado in un locale a suonare mi elencano sempre quante ragazze prima di me si sono esibite là, come se si trattasse di un evento incredibile. Forse le donne sono stupide?“, si è chiesta la nostra ospite con un certo sarcasmo nell’intervista che trovate sotto insieme a tre brani suonati dal vivo nei nostri studi. “Tutte scemenze. Ci sono musiciste che adoro, da Maria Antonietta a Levante“, ci ha rivelato Mimosa. Ne abbiamo approfittato per conoscere, oltre ai suoi gusti musicali, anche quelli letterari: la risposta è stata molto più pronta – come sentirete – rispetto a quella sui dischi dell’isola deserta. “Murakami, quella è la lettura da viaggio. Ma anche i pugni nello stomaco come quelli di Agota Kristof”.

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