La fusione fredda “bolognese” verrà prodotta in serie: presentato in Grecia l'”Hyperion”

Mentre la comunità scientifica si divide tra entusiasti (pochi) e scettici (tanti), l’economia fa il suo corso. L’energy catalyzer, l’invenzione di Sergio Focardi e Andrea Rossi presentata a Bologna il 14 gennaio scorso che funzionerebbe innescando un principio di fusione nucleare a basse temperature ancora inspiegabile tra Nickel e idrogeno, è destinato a diventare un prodotto in serie. Giovedì scorso ad Atene la Defkalion Green Tecnology, impresa costituita in Grecia per sfruttare commercialmente l’invenzione di Andrea Rossi, ha indetto una conferenza stampa nella quale ha presentato il suo prodotto,”l’Hyperion”, e le sue strategie di sviluppo.

Hyperion è dunque il nome commerciale che ha assunto l’energy catalizer di Rossi e Focardi.  Verrà costruito in serie in vari modelli per produrre energia termica (da 5 a 30 kw) a partire dal 2012 nel nuovo impianto di Xanthy, nel nord est della Grecia, dove sarà  inaugurata in autunno anche una centrale da un megawat che oltre a fornire energia alla fabbrica funzionerà da modello pilota dimostrativo per vendere impianti di medie dimesioni.

Alla conferenza Stampa erano presenti circa 150 persone tra giornalisti, uomini d’affari, scienziati, ministri del governo Greco e esponenti politici: sul palco a parlare c’erano il Prof. Stremmenos, Alexandros Xanthoulis membro del cda e della PRAXON la società che controlla Defkalion Green Technology oltre ovviamente al l’inventore del sistema su cui ruota tutto: l’Ing. Andrea Rossi.
“Non è il Santo Graal – scrivono i promotori –  in poche parole, si tratta di una reazione esotermica tra Nichel e Idrogeno che emana calore, a buon mercato, calore pulito e verde. Questo è un campo completamente nuovo della scienza, che è pieno di opportunità e di sfide. Si tratta di un concetto totalmente nuovo ed emergente, una tecnologia che che alla fine può rivoluzionare il settore dell’energia. ”
Pur non essendo il Graal, Secondo Rossi e i suoi soci l’Hyperion può ridurre i costi di energia elettrica addirittura del 90% utilizzando una tecnologia totalmente green, senza scorie e senza emissioni. Una cosa che se fosse effettivamente messa in opera rivoluzionerebbe senz’altro il settore mondiale dell’energia.

Rispetto alla scelta della localizzazione, la Grecia, un paese scosso dalla crisi economica e sull’orlo della bancarotta, nel folder esplicativo si precisa che la Grecia detiene l’87% del Nickel presente in Europa, ed è proprio questo metallo il “carburante” con il quale funzionerebbe l’energy catalyzer “Hyperion”.

In realtà la Greca Defkalion non è l’unica creatura di questo intricato e complesso affare: il mercato americano e le eventuali applicazioni militari sono fuori dall’orbita della Defkalion. A questo proposito è utile consultare il preciso report sulla ragnatela di società messe in piedi dall’ing Andrea Rossi che è stato fatto dalla rivista svedese “NyTeknik”: Andrea Rossi, assieme alla moglie, detiene il brevetto italiano ed è in attesa di quello internazionale e di quello statunitense. I due sono proprietari di una società, la “LEONARDO CORPORATION”, che opera sul mercato americano cedendo i diritti di sfruttamento a una società statunitense, la “AMPENERGO”.

La moglie di Rossi, Maddalena Pascucci, è proprietaria del 70% della EFA, società che vede come socio di minoranza il commercialista bolognese Giuliano Guandalini. La EFA ha appena firmato con l’Università di Bologna un contratto di circa 500.000 euro per eseguire ricerche scientifiche sull’energy catalizer.
Dunque la rete di Andrea Rossi ha un braccio in Grecia (Defkalion) uno negli States (Leonardo), ma il cuore economico e scientifico è a Bologna: più precisamente nello studio del commercialista Guandalini per quanto riguarda l’architettura societaria e al Dipartimento di Fisica dell’Università per quanto invece attiene alla ricerca scientifica.

La comunità scientifica internazionale rimane complessivamente “fredda”, anche se arrivano alcuni segnali di attenzione per le scoperte di Rossi e Focardi. Dopo gli scienziati svedesi Sven Kullander e Hanno Essén anche Dennis Bushnell, scienziato capo della Nasa, ha recentemente affermato che qualcosa nel procedimento di Rossi e Focardi effettivamente accade: secondo Bushnel si tratterebbe di una reazione nucleare a bassa energia (LERN). Non mancano tuttavia numerosi scienziati che parlano apertamente di “bufala” ritenendo impossibile il procedimento inventato dai due italiani. Recentemente il giornalista americano Steven Krivit ha rinfocolato le polemiche affermando che gli sperimentatori hanno compiuto errori nel misurare il vapore prodotto dal calore della reazione.
Ma alla Defkalion, almeno a parole, sembrano dare un peso relativo alle critiche degli scettici: “Le teorie sono difficili da uccidere, ma un processo di produzione di energia è abbastanza facile da provare: Hiperion rilascia energia, o no? Se la tecnologia funziona, le polemiche teoriche e il dibattito accademico non fermeranno la commercializzazione – dicono – “La ragione per cui questa non è notizia da prima pagina in tutto il mondo è perché le persone usano il paradigma: sembra troppo bello per essere vero.  Per quanto riguarda il dissenso accademico sulla loro scoperta: questo è difficile perché si tratta fondamentalmente di dire a gente molto intelligente che ciò che hanno imparato, conosciuto, e insegnato non è più vero, una pillola difficile da digerire per chiunque. “

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