La danza come atto politico

 

Bologna, 3 sett. –  Inaugurerà domani martedì 4 settembre alle ore 18 in Piazza Nettuno la ventiduesima edizione di Danza Urbana, appuntamento irrinunciabile per gli appasionati di danza contemporanea ma anche occasione per provare a ripensare gli spazi cittadini e la logica di fruizione dei luoghi pubblici.

Tante le compagnie in cartellone quest’anno provenienti da 7 differenti paesi del Mediterraneo: Italia, Spagna Grecia ma anche Siria, Tunisia, Marocco e Iran, distribuite in 22 appuntamenti che si terrano in 14 luoghi di bologna.

“Il Festival nasce per proporre la danza in luoghi non teatrali”, ha raccontato il direttore artistico Massimo Carosi ai microfoni di Piper Summer, “spazi pubblici, spazi museali ma anche case private. Per noi ogni spazio della città è un luogo da abitare con la danza, un’occasione sia per mettere in relazione i corografi e la creazione artistica con il contesto nei quali vengono invitati a intervenire, sia per promuovere un’idea degli spazi pubblici come luoghi di incontro e di cultura.”

 

Il Focus 2018 si concentra sul Mediterraneo con Young Mediterranean and Middle-East Choreographer, ideato per la promozione e la visibilità di giovani coreografi arabi e sostenuta da una rete di 14 festival: “sono artisti che hanno una profonda urgenza nel voler raccontare il proprio contesto di appartenenza” continua Massimo Carosi, “come nel caso del siriano Mithkal Alzghair, che attraverso il suo lavoro ci racconta del dramma dei corpi sradicati dei siriani, che si trovano a vivere in questa condizione di lontananza e sradicamento oppure Sina Saberi, coreagrafo iraniano che opera in un contesto in cui la danza è considerata un’arte immorale e dove l’esposizione del corpo ha norme estremamente restrittive”

ASCOLTA L’INTERVISTA A MASSIMO CAROSI (DANZA URBANA)

PROGRAMMA COMPLETO QUI

 

 

 

 

 

 

 

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