La Cura, storia di una condivisione. Il Festival a Bologna

CURAFest-image3

 

 

Bologna, 1 lug – “Hello, I have a brain cancer”.

Si presenta così Salvatore Iaconesi nel video apparso su YouTube il 10 settembre 2012, con il quale annuncia la nascita del progetto “La Cura“.

Dopo una diagnosi di tumore al cervello, decide di compiere un gesto radicale: ottiene la propria cartella clinica dai medici e lascia volontariamente l’ospedale. Converte i dati  in formati accessibili a tutti e li pubblica in rete.

Propone di dare alla parola cura un significato nuovo e trasformare la condizione di malattia da sfortuna a risorsa combininando umanità, tecnologia, tecnica, arte e filosofia.

Chiede al mondo intero di partecipare, e il mondo risponde: centinaia di migliaia di visualizzazioni da ogni angolo della Terra. Più di un milione di contatti generati in rete.

Medici, ricercatori, guaritori, designer, artisti e persone di ogni età e condizione collaborano ad un esperimento di condivisione e apertura, e La Cura prende vita come progetto open source applicato alla medicina e al suo rapporto col corpo umano, una storia personale (ora anche un libro che racconta il percorso straordinario di Salvatore Iaconesi e Oriana Persico) che potrebbe cambiare il nostro punto di vista sulle malattie, su come affrontarle e riportarle nella società abbandonando il ruolo di pazienti, sul significato della parola cura e la possibilità di estenderlo ad altri ambiti della vita.

Ed ecco che diventa partecipazione. La cura è una piattaforma per immaginare e aumentare la percezione di ciò che è possibile, per costruire senso insieme, imparando a cogliere la “bellezza-che-connette”.

Sono passati quattro anni dalla pubblicazione di quel video, e La Cura funziona, eccome.

E diventa un Festival, che si terrà dall’8 al 10 luglio nelle aree rigenerate delle Serre e della Palazzina Liberty dei Giardini Margerita, gestite da Kilowatt, l’associazione di promozione culturale bolognese che proprio della condivisione dei saperi, della multidisciplinarietà. del fare rete e della messa in campo di forze differenti ha fatto il suo tratto distintivo.

Il programma della manifestazione, che fa parte di bè – bolognaestate, con il Patrocinio del Comune, è ricchissimo e si articola in tre giorni di eventi, performance, esposizioni, laboratori, musica, cibo e condivisione esplorando il ruolo della complessità, della relazione, dell’interconnessione, della trasgressione.

 

 

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.