La Consultoria sgomberata interrompe il Consiglio comunale. L’Udi: “Inopportuno”


Bologna, 10 mar. – Arriva a Palazzo D’Accursio, sede del Comune di Bologna, la protesta delle attiviste della “Consultoria TransFemminista Queersgomberata ieri da via Menarini. Stamattina, le protagoniste dell’occupazione hanno organizzato una biciclettata che si è conclusa in piazza Maggiore e lì hanno dato vita ad un presidio rumoroso, con l’obiettivo di disturbare la seduta solenne del Consiglio comunale e metropolitano convocato in forma congiunta in occasione della Giornata internazionale della donna. Una parte delle manifestanti è entrata nella sala del Consiglio ed un’attivista ha iniziato a leggere un comunicato mentre interveniva la presidente Luisa Guidone. Gli altri manifestanti hanno esposto uno striscione e cominciato ad intonare cori contro l’amministrazione, proprietaria dei locali sgomberati.

Una scelta “disdicevole e inopportuna”, ha affermato al microfono Guidone, intimando ai manifestanti e alle manifestanti di interrompere la protesta. L’appello è rimasto inascoltato e la presidente ha così chiesto più volte ai vigili di “intervenire”, anche rimuovendo lo striscione ed accompagnando attiviste e attivisti fuori dall’aula. “La stampa non può fare interviste in questa sala”, ha anche sottolineato Guidone rivolgendosi ai giornalisti che stavano riprendendo ed osservando la scena.

Gli agenti della Polizia municipale si sono avvicinati alle attiviste ma di fatto senza intervenire fisicamente. Dopo un paio di minuti dall’inizio della protesta, Guidone ha sospeso la seduta. Lanciato qualche altro coro, il gruppo manifestanti e’ tornato a sedersi, prima di lasciare l’aula intonando ancora altri slogan contro l’amministrazione. La sospensione della seduta è dunque durata pochi minuti e i lavori sono ripresi.

Un momento dello sgombero della Consultoria TransFemminista Queer

A non gradire l’Udi, l’Unione delle donne, che stava partecipando al Consiglio comunale dedicato all’8 marzo. “Contestare e interrompere un simile momento non danneggia l’amministrazione comunale, o i suoi rappresentanti, ma tutte le donne, che da un simile e trasversale impegno possono trarre unicamente vantaggio”, scrive in una nota Katia Graziosi, presidente Udi a Bologna. “Desideriamo ricordare- aggiunge- l’importanza del dialogo tra posizioni diverse, un dialogo mai venuto meno tra donne neanche negli anni bui della guerra fredda”. La celebrazione però è stata interrotta dalla protesta delle attiviste, sgomberate ieri da via Menarini. “Ci dispiace constatare che in una giornata così importante sul piano simbolico e sostanziale- scrive l’Udi- si menzioni unicamente l’indebita azione di un gruppo di attivisti che hanno interrotto il Consiglio solenne dedicato alla giornata internazionale della donna, fatto inedito e fuori luogo per la solennità dell’occasione. Desideriamo ricordare che iniziative come quelle promosse oggi sono rare, difficili da realizzare e particolarmente preziose. Una trasversalità e sinergia d’intenti che unisca, e non divida, le forze politiche non è casuale, bensì frutto di un lungo lavoro politico, in questo caso finalizzato al miglioramento della condizione femminile sul lavoro”.

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