La Città Metropolitana in marcia. Sei incontri pubblici dal 13 gennaio

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Bologna, 8 gen. – La città metropolitana di Bologna, l’ente nato dalle ceneri della Provincia che accorpa 55 comuni del bolognese, muove i suoi primi passi e lo fa promuovendo 6 incontri, a partire dal 13 gennaio alla Rocchetta Mattei di Grizzana Morandi, per raccogliere idee e proposte da inserire nel Piano strategico metropolitano.

Le Unioni dei Comuni, si legge in un comunicato dell’ente pubblico, saranno “le protagoniste degli incontri, che coinvolgeranno 100 relatori tra industriali, rappresentanti del mondo del lavoro, dell’educazione, del welfare e della cultura”.

Mentre i temi al centro degli appuntamenti organizzati da palazzo Malvezzi saranno principalmente ambiente, mobilità e occupazione.

Il tour verso il nuovo Psm proseguirà poi il 30 gennaio a Imola, il 3 febbraio a Zola Predosa e, sempre a febbraio, toccherà anche Ozzano Emilia e Calderara di Reno. Infine, per marzo, è previsto anche un evento conclusivo a Bologna all’interno della stessa iniziativa. Il Programma completo è disponibile qui.

Secondo Daniele Donati, presidente del comitato scientifico del Piano strategico metropolitano, il Psm è un atto che “guiderà tutte le scelte di tutti gli enti che sono su questo territorio”. “Non c’è altro modo- prosegue- che cominciare dai territori e dalle loro aspirazioni. Per Bologna specificamente si tratta di cercare i tratti comuni di una identità”.

Sull’iniziativa è intervenuto, in mattinata, anche il sindaco Virginio Merola, come sindaco metropolitano, che ha ricordato come la città metropolitana di Bologna sia stata la prima a dotarsi volontariamente di un Piano strategico. “Le città metropolitane sono nate con estreme difficoltà a cominciare dai tagli- spiega il primo cittadino- adesso finalmente la situazione è stata riportata sotto controllo”. Merola ritiene che quella di Bologna sia una “avanguardia” nel panorama delle città metropolitane perché “abbiamo raggiunto un’intesa con la Regione sulla ripartizione delle funzioni”. “Siamo anche l’unica realtà- conclude- dove i problemi di occupazione dei dipendenti dell’ex Provincia sono stati affrontati e risolti perché l’intesa con la Regione ci permette di ricollocare in modo produttivo il nostro personale ad esempio nella Regione stessa perché ha mantenuto deleghe importanti come quella all’Agricoltura”.

di Giovanni Panebianco

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