“La città dei diritti”: il nuovo percorso del Bologna Pride 2015

Bologna, 14 mag. – La manifestazione dell’orgoglio lgbt abbandona schemi settoriali. La nuova edizione del Pride sarà all’insegna dell’intersezionalità e coinvolgerà quattordici associazioni. Da venerdì 15 maggio fino al 27 giugno è previsto un fitto programma di eventi e sfocerà nel corteo per le vie della città.

Non solo associazioni lgbt. Quest’anno il percorso sarà condiviso anche con la storica associazione di donne Orlando, che gestisce la biblioteca di via del Piombo, e l’associazione dei Parenti e delle Vittime della strage di Ustica. “Il 27 giugno ricorre il 35° anniversario – ha dichiarato Vincenzo Branà, presidente del circolo Arcigay Cassero – vogliamo far emergere il punto di contatto tra la nostra verità gioiosa e la verità dolorosa dei parenti, per far conoscere, in uno spazio pubblico cittadino, uno degli episodi più dolorosi della recente storia italiana”.

Il percorso immaginato dall’organizzazione del Bologna Pride prevede di attivarsi con azioni concrete che coinvolgano anche Comune e Regione. In primis sono previste iniziative per tutelare il diritto alla salute. Il MIT (Movimento Identità Transessuali) gestisce dal 1994 il consultorio ASL per la salute delle persone transessuali e trangender, ma oggi il suo futuro è incerto. “Siamo a giugno e ancora la convenzione con la Regione non è stata confermata – ha detto Porpora Marcasciano, presidente dell’associazione – sono mesi che medici e personale lavorano gratis.

Problemi anche all’ambulatorio per le malattie a trasmissione sessuale dell’ospedale Sant’Orsola. “La nostra preoccupazione – ha spiegato Branà – è dovuta alla riorganizzazione del presidio. Temiamo che siano modificate le regole d’accesso che adesso prevedono gratuità e anonimato e che siano modificati gli standard qualitativi. Il servizio di counselling è a rischio, importante in un luogo in cui le persone possono ricevere notizie anche drammatiche sul loro stato di salute”.

In tema di welfare si chiede d’implementare i percorsi formativi per operatori e operatrici nei servizi; per il lavoro si chiede di valorizzare le buone pratiche messe in atto dall’Ufficio Pari Opportunità del Comune, di sperimentare progetti di diversity management nella pubblica amministrazione e di elaborare strumenti di accesso al lavoro per le persone transessuali.

Attenzione anche alla scuola: “Chiediamo l’attivazione di un protocollo con l’Ufficio Scolastico Provinciale per creare una strategia contro il bullismo omo-transfobico” ha detto Antonia Peressoni di Indie Pride. Tra gli obiettivi anche la lotta alle discriminazioni nello sport.

Tutte le azioni sono previste all’interno di un documento politico che analizza le complessità sociali, politiche ed economiche della nostra società.

 

 

Il presidente del Cassero ha poi commentato il mancato rinnovo della convenzione con il Comune di Bologna. Fin’ora è stata disposta solo una proroga dell’accordo per un anno, fino alle prossime elezioni comunali. “Bisogna capire se la politica voglia investire nel terzo settore – ha detto Branà – trovo miope che si faccia a meno del grande potere che questo settore mette in campo. Il Cassero ha prodotto solo nel 2014 il corrispettivo di tre anni di ore di volontariato. Se lo monetizzassimo sarebbero centinaia di migliaia di euro. Questo è un grande valore che viene messo a disposizione della città. Le proroghe non sono rinnovi e comunque ti lasciano con l’amaro in bocca. In questo c’è voglia di sfilare questo tema dal dibattito politico che ha altre finalità e che utilizza il Cassero per fare fazioni, per dividere.”

 

di Martina Nasso

 

 

 

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.