La Cgil sta con Merola: “Piena solidarietà”

Bologna, 23 lug. – “Un conto è legittimare le occupazioni, un conto è garantire l’accesso all’acqua a tutte le persone, soprattutto se ci sono dei bambini”. La Camera del Lavoro di Bologna non ha dubbi e dopo la notizia dell’indagine a carico del sindaco Virginio Merola per abuso d’ufficio, per aver riallacciato l’acqua agli occupanti di via Mario De Maria e di via Fioravanti, staccata come previsto dall’articolo 5 del Piano Casa, ha deciso di schierarsi dalla parte del primo cittadino.

La Cgil bolognese pur esprimendo “massimo rispetto” alla Magistratura si dice d’accordo con quanto fatto da Merola. “Il diritto all’acqua è un diritto universale  garantito dalla costituzione ma non solo e tutti devono essere messi in grado di poterne avere l’ accesso- scrive la Cgil in una nota-; un diritto universale di tutti gli esseri umani a prescindere dalla condizione nelle quale si trovano e chi, come il sindaco, tale diritto lo deve rendere effettivo va messo nelle condizioni di poterlo fare”.

“In discussione andrebbe fortemente messa- scrive la Cgil- la norma che vieta di allacciare l’acqua a coloro che occupano”. La Camera del Lavoro esprime quindi “piena solidarietà al sindaco anche perché, chi avrebbe risposto, qualora, per la mancanza di acqua, quelle persone e quei bambini, avessero avuto problemi alla salute?”

Il sindaco guidato da Maurizio Lunghi sottolinea poi la gravità dell’emergenza casa, cui l’occupazione non può essere una risposta, ma che deve vedere impegnate le istituzioni. In particolare la Cgil preme sugli enti pubblici proprietari di grandi patrimoni immobiliari: “Bisognerebbe probabilmente, per smuovere questa situazione, che una legge specifica prevedesse, per Enti, Ministeri, aziende pubbliche, una responsabilità penale specifica nei confronti di qualcuno per l’inutilizzo di tali immobili oltre un certo periodo”.

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