Kirchherr: le origini dei Beatles in 70 fotografie

Bologna 13 lug. – Quando ancora i Beatles non erano i Beatles, quando Ringo Starr non era ancora il batterista della band e sopratutto quando al basso c’era un ragazzo che sognava di diventare un pittore che si chiamava Stuart Sutcliffe, una giovane fotografa di Amburgo, prima di tutti,  seppe catturare l’energia di quei 5 ragazzi, che erano arrivati in Germania in cerca di fortuna.

Il suo nome è Astrid Kirchherr, e da pochi giorni è stata inaugurata a Bologna una mostra fotografica che si potrà visitare fino al 9 ottobre 2017 a Palazzo Fava in via Manzoni, e che racconta non solo gli albori di un gruppo musicale destinato a fare la storia della musica , ma anche  il rapporto più che amicale tra la fotografa e il gruppo.

Astrid Kirchherr with the Beatles, questo il nome della mostra, nasce da Fondazione Carisbo e Genus Bononiae, in collaborazione con ONO arte contemporanea e che espone oltre 70 foto in esclusiva italiana e che a detta di Maurizio Guidoni, titolare della ONO arte contemporanea, “è la prima sessione fotografica posata mai realizzata ai Beatles”.

Ma chi è Astrid Kirchherr e che ruolo ha avuto nella vita della band?
Tutto ebbe inizio nel 1960 in uno dei molti locali di Amburgo, quando la Kirchherr incontra il gruppo allora formato da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Pete Best e Stuart Sutcliffe. Quel momento segna un’amicizia che si sarebbe consolidata sempre di più, in cui Astrid, non solo immortalò il gruppo quando ancora si stava formando, ma contribuì a un radicale cambiamento nel look dei Beatles: dalle giacche di pelle, gli stivali alla texana e i capelli con la banana, ai completi e i capelli a caschetto, simboli della band.
La Kirchherr e Stuart Sutcliffe, uno dei componenti, si legarono sentimentalmente e decisero di rimanere ad Amburgo. Da allora i Beatles rimasero in quattro e poco dopo Pete Best venne sostituito da Ringo Starr. Tuttavia il rapporto tra la band e la fotografa rimase consolidato tanto che Astrid ebbe il privilegio di seguirli negli anni successivi, durante vacanze, tour e immortalandoli anche in momenti privati. Inoltre fu l’unica fotografa ammessa sul set di “Hard Day’s Night”, il primo film della band. Alla fine degli anni ’70, stanca di essere identificata come ‘fotografa dei Beatles’, abbandona per sempre la carriera fotografica, dedicandosi in seguito all’organizzazione di mostre internazionali, insieme al manager Ulf Krüger.
Ad arricchire gli scatti in mostra, anche l’omonimo libro – Astrid Kirchherr with the Beatles – che racconta l’evoluzione di Astrid come fotografa, la sua centralità nella scena artistica di Amburgo e gli incontri che le hanno cambiato la vita, uno fra tutti, quello dei Beatles.
Astrid Kirchherr with the Beatles si può visitare tutti i giorni da martedì a domenica, dalle 11:00 alle 19:00 e il giovedì dalle 11:00 alle 22:00. Costi del biglietto: intero 12 euro, ridotto 9 euro e c’è la possibilità di un biglietto open, 15 euro, valido per tutta la durata della mostra.

Tutte le informazioni sul sito di  Genius Bononiae

Ascolta l’intervista a Maurizio Guidoni di Ono Arte a cura di Massimiliano Colletti


Giovanna De Filippo

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