Kill the Vultures live: “Abbiamo superato i limiti dell’hip-hop”

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14 apr. – Carnelian, uscito nel novembre scorso, è la conferma della maestria dei Kill The Vultures: sei anni dopo Ecce Beast, il duo di Minneapolis ha forgiato il lavoro più solido e compatto di una carriera più che notevole, ma il percorso per arrivare al disco non è stato facile. “Il viaggio per Carnelian è stato lungo”, ci hanno raccontato l’MC Crescent Moon (Alexei Casselle) e il produttore Anatomy (Stephen Lewis). “Ci siamo visti per suonare insieme, per cercare il suono giusto, all’inizio senza neanche registrare”: una ricerca che ha spinto la band a superare la concezione di campionamento a cui eravamo abituati. Le basi di Carnelian, infatti, sono state ricavate da registrazioni effettuate da musicisti per lo più di impostazione classica che hanno inciso partiture scritte da Anatomy che lo stesso Lewis ha poi rimontato e ricomposto dando vita alle splendide basi del disco. “Si è trattato di un processo molto complicato“, ha dichiarato a Maps il produttore, “ma avevamo bisogno di espandere il nostro suono, di sfondare un muro, di superare i limiti che l’uso di musiche già scritte e registrate impongono”.

E su sonorità che sono più vicine alla musica d’avanguardia che allo scuro jazz a cui i Kill the Vultures ci hanno abituato, scorrono le ispiratissime parole di Crescent Moon: “Prima e durante la lavorazione di Carnelian sono scomparse molte persone a me care, e inoltre ho attraversato una separazione e un successsivo divorzio: ho dovuto ricostruire la mia vita”. Momenti duri che impregnano l’album di un senso di morte evidente, oscuro e minaccioso, su cui Alexei ha riflettuto anche chiedendosi cosa ci sia dopo la fine: “Ho pensato all’aldilà come una ripresa: si arriva alla fine di una linea e si ricomincia da capo. E questi pensieri mi hanno fatto riflettere anche su tutto ciò che è profondamente umano, ma che mettiamo da parte”. Cose considerate tabù, pudori, il sano godimento, anche del sesso:”Negli Stati Uniti c’è una grandissima ipocrisia sull’argomento: ne siamo allo stesso tempo ossessionati e spaventati. Si tratta di un impulso naturale, in fondo”.

Nell’intervista qua sotto, la band ha parlato anche di politica, dichiarandosi speranzosa sul futuro degli USA (“Trump verrà sicuramente sconfitto”), e ha suonato in studio anche “Topsoil” e “Shake Your Bones”, due gemme tratte da un album splendido, che la band porterà a Bologna il 19 aprile, in un secret show. Per saperne di più, scrivete alla mail info@vacuumstudio.com, marcostangherlin72@libero.it o seguite la pagina Facebook del booking.

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