Ius soli, ultima battaglia in Parlamento per Manconi: “Non sono tra i candidati Pd”

Uno dei tanti presidi pro Ius Soli

Bologna, 22 dic. – “Quasi certamente” non rivedremo il senatore del Partito Democratico Luigi Manconi nel prossimo Parlamento. “Non sono tra i candidati – spiega Manconi -, però ho fatto politica cinquant’anni fuori dal Parlamento e intendo continuare a farla, per quanto tempo mi resta”. La sua ultima battaglia potrebbe essere quindi quella per l’approvazione della riforma della cittadinanza, ius soli e ius culturae, per la quale il senatore è nuovamente in sciopero della fame. La legge sullo ius soli è stata inserita nel calendario d’aula del Senato dopo l’approvazione della Legge di Bilancio e ora “rischia di essere consegnata alle conseguenze dell’oblio: l’indifferenza”, si rammarica.

Questo perché, se il provvedimento approdasse al Senato entro la giornata di domani, la legislatura dovrebbe “finire il 27 o il 28 dicembre” per consentire di andare al voto il 4 marzo. Una data solo “presunta”, però, specifica Manconi, fissata infatti dai giornali e non da chi di diritto. “Questa decisione spetta solo a Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che su questo non ha detto una sola parola”, chiarisce Manconi. “Basterebbe che quella data presunta venisse spostata di dieci giorni. Resterebbero a quel punto i primi dieci giorni di gennaio, un tempo quanto mai ampio per poter approvare lo ius soli”. Ci vorrebbe perciò un altro “atto di volontà politica” come quello che ha segnato l’accellerazione imprevista alla discussione della legge sul biotestamento, ritenuta da sempre “divisiva” e ora approvata.

“Non si vuol capire – chiarisce il senatore – che lo strumento più significativo, rapido e stabile, per l’inclusione è appunto il riconoscimento dei doveri e diritti di centinaia di migliaia di giovani”. Doveri e diritti che passano attraverso l’acquisizione dello status di cittadini. “In una situazione in cui c’è una disaffezione così forte nei confronti dei sentimenti nazionali, un disprezzo così diffuso verso la politica, un vero e proprio odio verso le istituzioni, io ho visto in questi giorni giovani stranieri di tanti Paesi mostrare qualcosa di più che il sentimento di attesa: è la volontà di essere come tutti gli altri“, conclude Luigi Manconi.

      Luigi Manconi, Ius soli

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