Italicus. Sirotti: “Chiederemo di riaprire le indagini sulla strage”

Bologna, 4 ago – Riaprire le indagini sulla strage dell’Italicus. Lo chiede Franco Sirotti, fratello di Silver, il giovane ferroviere 24 enne che 44 anni fa morì nel tentativo di sottrarre alla carrozza in fiamme qualcuno dei feriti dallo scoppio della bomba e che per questo venne poi insignito della medaglia d’oro al valor civile. Quella notte del 4 agosto 1974 nella galleria dell’Appennino, tra Firenze e Bologna, nel territorio del comune di San Benedetto Val di Sambro, una bomba potenziata con un composto incendiario scoppiò uccidendo 12 persone. Per quella strage al momento non ci sono colpevoli.

Ci sono però i risultati della commissione parlamentare sulla P2 che, tra le altre cose, indica che la loggia massonica segreta di Licio Gelli era stata l’ispiratrice e la finanziatrice di quell’attentato. E ci sono gli atti degli altri processi degli ultimi anni sulle altre stragi fasciste del periodo 1969-1984 e sulle bombe di mafia della stagione 1992-1993. “Di carne al fuoco ce n’è” dice Sirotti che ha tutta l’intenzione di fare come l’associazione 2 Agosto che, raccogliendo gli atti dei processi di Brescia e Piazza Fontana, ha presentato una memoria in Procura che ha portato alla riapertura delle indagini sui mandanti della strage alla stazione.

“Forse non arriveremo mai alla condanna di qualcuno, che magari nel frattempo sarà morto, ma dobbiamo arrivare almeno alla giustizia: a spiegare perché sono morte quelle persone. Lo dobbiamo a loro” dice Sirotti nella trasmissione speciale che abbiamo realizzato con i contributi della storica Cinzia Venturoli, consulente dell’Associazione famigliari delle vittime del 2 Agosto, e Antonella Beccaria.

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