IO e la TIGRE: una storia d’amore alla Thelma e Louise

IO E LA TIGRE

Bologna 13 giu. – “La tigre è una metafora, rappresenta il coraggio necessario per affrontare le nostre paure”: questa l’origine del nome d’arte del duo Barbara Suzzi e Aurora Ricci, legato profondamente alla storia personale delle due musiciste. “IO e la TIGRE è un progetto nato dopo dieci anni di silenzio”, ci racconta Barbara. “Io e Aurora suonavamo nelle Lemeleagre, ma in seguito a numerosi litigi e al successivo scioglimento della band, ci siamo perse e ritrovate”. “Non è stato facile per me”, continua Aurora. “Quei fatti mi avevano allontanato dal suonare, ma anche dall’ascoltare i dischi, però il caso ha ristretto il nostro vecchio legame. Nel 2012 ci siamo rincontrate a Riccione ed è stata la musica a risolvere tutti i problemi”.

Così, dopo aver pubblicato l’ EP d’esordio nel 2014, lo scorso novembre è uscito, per la Garrincha Dischi, il loro primo disco 10 e 9. “Sono due numeri importanti per noi. Durante un viaggio busker in Provenza si mostravano continuamente come un segno, tanto che, sulla strada per tornare a casa, sbagliavamo continuamente uscita ritrovandoci sempre nei pressi di Montecarlo. Abbiamo deciso di giocarceli al casinò dove, entrando, abbiamo sentito chiamare il numero 10“: sebbene le ragazze non siano state molto fortunate alla roulette, un ulteriore segno si è palesato portandole alla pubblicazione del disco: “Tornando a casa ci hanno proposto l’uscita in streaming proprio il 10 di settembre”.

Una sorta di Thelma e Louise della musica indipendente italiana, un duo che unisce un sound tipicamente sixties con l’indie punk e di cui abbiamo ascoltato live tre brani: in anteprima per Maps la versione acustica de “I santi“, il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album e che ricorda il sound delle Ronettes, la leggerezza di “Tu non sei un mio ex” e la morbida “Buonanotte” e che potete sentire qui sotto insieme all’intervista.

Elena Usai 

 

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