Invalsi. Federico non sarà sospeso per il boicottaggio

Bologna, 22 mag – Non sarà sospeso Federico, lo studente del Serpieri che ha boicottato le prove Invalsi. Lo ha detto lo stesso studente durante il presidio organizzato in sua solidarietà dal CAS (Collettivo Autonomo Studentesco).

“Se toccano uno toccano tutti/e”. Questo il contenuto dello striscione portato in piazza XX settembre dagli studenti del movimento NoInvalsi bolognese. Infatti, oltre a Federico che è stato sanzionato con il recupero di alcune ore durante due pomeriggi il 26 e il 27 maggio, ieri, 25 studenti di Pisa sono stati sospesi per aver boicottato le prove. La ragione addotta dalla preside dell’istituto toscano consiste nel “danno alla proprietà pubblica”, per aver cancellato il codice identificativo sui fogli delle prova.

“Ho attaccato l’adesivo ‘NoInvalsi’ – ha dichiarato Federico – dopo aver staccato quello con il codice identificativo. Queste prove non sono anonime”. Il preside dell’istituto Serpieri aveva escluso il collegamento tra il consiglio straordinario e il boicottaggio della prova da parte dello studente. Infatti, aveva scritto che i provvedimenti erano legati ad alcune note prese da Federico. “Si parla di cose successe a febbraio – ha ribattuto lo studente – potevano convocare prima il consiglio, invece lo hanno fatto 8 giorni dopo la mia protesta per le prove Invalsi”.

      Federico-NoInvalsi

 

Vanessa, studentessa del movimento NoInvalsi ha detto: “In Italia si parla di quasi il 70% di boicottaggi, messo in atto soprattutto attraverso la pratica dell’assenteismo”. La studentessa ha continuato raccontando il motivo della protesta: “La lotta NoInvalsi è contraria alla standardizzazione del sapere. Sono test inutili e non valutano il ragionamento che i ragazzi possono fare rispetto alle materie che studiano. Inoltre parlano di meritocrazia: puniscono i migliori e lasciano fuori chi risulta peggiore, in stato di abbandono. Servirebbero più insegnanti”.

      Vanessa-NoInvalsi

 

Gli studenti hanno lanciato un’assemblea per il 27 maggio in via Avesella per parlare dei vari provvedimenti che sono stati presi a Bologna e nel resto d’Italia.

di Martina Nasso

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