“Intrappolati in mezzo alle bombe”. Da Aleppo le testimonianze dell’ong bolognese Gvc

siria1Bologna, 10 ago. – “Siamo intrappolati in città, non c’è via di fuga e non possiamo muoverci. Sta iniziando a mancare tutto, e da quattro giorni non c’è più acqua”. Queste le parole dello staff locale ad Aleppo dell’Ong bolognese Gvc. In tutto la onlus ha sul campo, nella città assediata, quattro persone del luogo. Ma anche i loro tre colleghi che vivono a Damasco, tra cui la capo area italiana, raggiunti stamattina via Skype, raccontano una situazione in deterioramento: “Sembra la fine del mondo, le bombe e i colpi di arma da fuoco sono incessanti, di giorno e di notte. Dalla periferia di Damasco sentiamo il fragore dei colpi, che prima sentivamo prevalentemente di notte, adesso continuamente, senza tregua. E anche qui la situazione è molto tesa, ci sono posti di blocco ovunque”. L’Ong, per ovvi motivi di sicurezza, non diffonde i nomi delle persone sul campo.

L’intervista ad Alessandro Miraglia (Gvc) e al prof. Francesco Strazzari della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

“I nostri colleghi – scrive il personale a Damasco – che vivono e lavorano ad Aleppo ci raccontano che in questi giorni non possono nemmeno muoversi nelle aree in cui ci siamo sempre mossi, ad ovest della città, che prima erano accessibili”. “Da quando il fronte si è spostato anche nella zona Al Hamadaniah, dove risiede il maggior numero di rifugiati interni, in molte aree non si può più andare, per i colpi continui o perché vengono bruciate le gomme della macchine per nascondere gli obiettivi. Aleppo è immersa nel fumo. In più è chiusa anche la strada che da Damasco porta ad Aleppo. Non arriva niente, non c’è carne, non c’è frutta, non c’è carburante. E i prezzi di quel poco che c’è sono alle stelle”.

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