Inchiesta Terremerse. Assolto in appello Giovanni Errani

Bologna, 9 apr. – Giovanni Errani, fratello dell’ex presidente della Regione Emilia-Romagna, è stato assolto in appello dall’accusa di truffa aggravata nell’ambito dell’inchiesta Terremerse. In primo grado, Errani era stato condannato a due anni e sei mesi. La sentenza, letta questo pomeriggio in Corte d’Appello a Bologna, è netta: assolto “perché il fatto non sussiste”.

Errani fu condannato il progettista Giampaolo Lucchi per truffa limitatamente allo svincolo della fidejussione chiesta alla Regione a favore della cantina vinicola di Imola. Sulle altre accuse di truffa e di falso, invece, era stata dichiarata la prescrizione.
Ce lo conferma lo stesso avvocato di Giovanni Errani, Gaetano Forte

Insieme al fratello dell’ex presidente  è stato assolto in appello anche Lucchi, che era stato condannato in primo grado a un anno e sei mesi.
Insieme all’assoluzione, è stato disposto anche l’annullamento delle pene accessorie (come il divieto di avere rapporti con la pubblica amministrazione per tre anni), la revoca della confisca e il dissequestro dei beni, che erano stati ”bloccati” per pagare le spese processuali e risarcire il danno subito dalla Regione in separata sede.

La sentenza di primo grado per Giovanni Errani arrivò il 30 luglio 2014, neanche un mese dopo la condanna in appello per falso ideologico a carico del fratello Vasco Errani, che per questo diede le dimissioni da presidente dell’Emilia-Romagna.

Secondo la Procura di Bologna, la cooperativa Terremerse (all’epoca guidata da Giovanni Errani) aveva ottenuto indebitamente un finanziamento da un milione di euro dalla Regione per costruire una cantina vinicola a Imola, truccando le carte e facendo risultare i lavori finiti entro il termine fissato (30 maggio 2006), anche se in realtà la struttura non era stata completata.

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