Inchiesta Aemilia: sospette infiltrazioni mafiose, ispezioni a Finale Emilia

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Bologna, 12 giu. – Verificare la presenza di eventuali infiltrazioni di tipo mafioso negli organi del comune. Sarà questo il compito dei tre commissari che analizzeranno appalti e incartamenti dell’amministrazione di Finale Emilia. La commissione d’accesso, insediata per tre mesi, è stata nominata dal prefetto di Modena Michele Di Bari, dopo l’autorizzazione arrivata nei giorni scorsi dal ministero dell’Interno.

L’ipotesi di un’ispezione nel municipio emiliano era nata a febbraio, dopo che la commissione antimafia era stata a Modena e Reggio Emilia. I componenti del Movimento 5 stelle, allora, avevano chiesto al prefetto Di Bari d’inviare una commissione d’accesso a Finale Emilia. Tutto era nato nell’ambito dell’inchiesta Aemilia che ha colpito il clan ‘ndranghetista Grande Aracri e i suoi contatti con la politica e l’imprenditoria.  Nell’inchiesta risulta indagato per abuso d’ufficio anche il capo Lavori Pubblici di Finale Emilia, Giulio Gerrini. Secondo i magistrati Gerrini avrebbe favorito la ditta Bianchini Costruzioni nonostante fosse al corrente dei rapporti di questa con le ‘ndrine. Gerrini è sospeso dal suo incarico comunale dal 28 gennaio.

La commissione svolgerà la propria attività per 3 mesi prorogabili fino a 6. Al termine redigerà una relazione conclusiva che invierà al prefetto e questi redigerà un’altra relazione da inviare al ministro dell’interno dopo aver sentito il Procuratore Distrettuale antimafia competente per territorio.

A quel punto il Comune potrebbe essere commissariato. Il ministro dell’interno, infatti, qualora emergesse dalle relazioni la presenza d’infiltrazioni mafiose, proporrà lo scioglimento dell’ente al presidente della Repubblica.

Immediata la reazione del sindaco di Finale Emilia, Ferdinando Ferioli: Io so che c’è stata l’inchiesta Aemilia dove, in tre anni d’intercettazioni, anche ambientali, non è risultato nessun indagato per mafia nel comune di Finale Emilia. So solo che c’è stato un imprenditore indagato per infiltrazioni mafiose, la Bianchini Costruzioni srl, che ha lavorato dappertutto”. Per Ferioli, infatti, la commissione d’accesso “deriva anche dalle centinaia di esposti presentati dalle opposizioni che si sono accanite contro l’amministrazione”. Il sindaco sottolinea la sua disponibilità ad agevolare ogni richiesta da parte della commissione, ma si dice preoccupato “per i rallentamenti che potrebbe provocare al lavoro dei vari uffici, anche per completare la ricostruzione”.

Ferioli, poi, non nega che degli errori possano essere stati commessi nel post terremoto, ma esclude le infiltrazioni mafiose. “Noi abbiamo una struttura piccola, con cinque tecnici, non eravamo pronti ad affrontare un terremoto. Nella fretta di riaprire la città alla vita non nego possibili errori amministrativi, ma solo questi”.

Il senatore modenese del PD Stefano Vaccari, componente della commissione antimafia, si auspica che “la commissione prefettizia fughi ogni dubbio sull’operato dell’amministrazione” specificando che “i fatti contestati nel modenese, evidenziati dall’inchiesta Aemilia, sembrano essere circoscritti a una sola figura tecnica”.

di Martina Nasso

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