Inaugura a Bologna il primo Paradiso delle signore, musulmane

15 mar. – L’apertura è fissata a Bologna per lunedì 19 ma le clienti sono già pronte a spostarsi da altre regioni per fare un giro di shopping. “Sono del Veneto ma verrò a farvi visita in sha’Allah”, commenta un’utente sulla pagina Facebook che conta già oltre 6000 like. Si chiama Hijab Paradise, promette di diventare “il punto di riferimento per le musulmane in Italia” e aprirà proprio a Bologna, in via Borgo San Pietro 132. A gestirlo ci sarà una giovane ragazza di 23 anni di origini marocchine, Keltoum Kamal Idrissi, referente della sezione femminile di Cesena dei Giovani Musulmani Italiani. Affaccendata per il trasloco in corso, Keltoum racconta di avere iniziato a indossare il velo solo tre anni fa ma di aver “sempre riscontrato difficoltà nel reperire l’abbigliamento giusto. ‘Magari ci fosse un negozio anche qui’, mi dicevo”.

Dunque perché non aprirlo? Ed è proprio da qui che Keltoum ha avuto l’idea, sviluppata “insieme alla sua migliore amica”, di avviare un’attività “dedicata alla moda” femminile musulmana. “Ho investito i pochi risparmi che avevo e l’ho fatto”, racconta. “Mancava un posto in cui rifornirsi a Bologna, non solo per chi porta il velo ma anche, ad esempio, per le donne che indossano taglie forti”, aggiunge Keltoum. “Si aprono tanti negozi con vestiario etnico tradizionale del proprio Paese, invece il mio negozio sarà per tutte e sarà un luogo coloratissimo”. E Keltoum sembra aver recepito l’esigenza di tante donne, stando ai numerosi commenti che riempiono il profilo di Hijab Paradise Bologna: “Avete tutti i tipi di khimar?”, si informa una ragazza, mentre un’altra domanda se le spedizioni tramite posta possono essere fatte anche “in un’altra nazione”.

Tra grucce e veli per ora ci sarà solo lei, ma probabilmente “più avanti arriverà un’altra ragazza” ad aiutarla. “Hijab Paradise Bologna sarà un vero e proprio regno”, anche online, promette, dove “le donne musulmane potranno trovare gli abiti adatti nella lunghezza e nel tipo di tessuti”, sempre nel rispetto della propria “fede”.Ma non solo. In fondo, “se qualcuna avesse semplicemente bisogno di comprare una sciarpa, perché non dovrebbe farlo qui”.

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