In Emilia-Romagna 10 mila giocatori d’azzardo

Arci Bologna. "Mai più videopoker nei nuovi circoli"Bologna, 15 ott. – In Emilia-Romagna si stimano che siano oltre 10.000 i giocatori d’azzardo. E quelli patologici sono in netto aumento. Secondo i dati della Regione, nel 2014 sono stati 1.277 i soggetti con patologie collegate alla dipendenza dal gioco presi in carico dal Servizio sanitario regionale, il 15% in più del 2013. Tra il 2010 e il 2013, l’incremento dell’utenza Sert per gioco d’azzardo è stato di quasi il 117%, quindi più che raddoppiata. Un “problema dalle proporzioni enormi”, rilancia l’allarme l’Ordine degli psicologi dell’Emilia-Romagna, che in una nota punta il dito in particolare contro il gioco online. “Oggi chiunque sia in possesso di un collegamento a internet e di una carta di credito può potenzialmente diventare un giocatore dipendente- mettono in allerta gli psicologi- il gioco online è estremamente pericoloso da questo punto di vista perché, nel possibile isolamento della propria casa, il giocatore ha l’opportunità continua di accedere al gioco, che diventa in questo modo un rituale solitario e compulsivo”. Secondo l”Ordine, sono varie le ragioni da cui può nascere la dipendenza. Il gioco d’azzardo, spiegano gli psicologi, ad esempio può essere visto come una “soluzione-scorciatoia alla crisi economica”. Oppure, “spesso si gioca per alleviare stati di malessere psicologico preesistenti alla nascita del disturbo, come sentimenti di impotenza, disistima, ansia e depressione derivanti da problematiche personali o relazionali”.

Il gioco d’azzardo patologico, “è accompagnato da una percezione temporale distorta” e spesso può “alimentare un circolo autodistruttivo”, spiega ancora l’Ordine degli psicologi dell’Emilia-Romagna, per cui la persona giustifica il suo gioco ripetitivo con il tentativo di recuperare le somme perdute. A volte, questa situazione è anche favorita dal consumo di alcolici o altre sostanze, che “alimenta la perdita di percezione della propria condotta e della realtà”. Secondo gli psicologi, comunque, “come tutte le dipendenze, anche il gioco d’azzardo patologico “è curabile. L’esperienza clinica ha dimostrato che il trattamento dello stadio acuto e la prevenzione delle ricadute sono più efficaci quando si sommano due o più tipologie di intervento, come i gruppi terapeutici, la psicoterapia, l’uso di farmaci e inserimenti in comunità terapeutiche” (agenzia Dire).

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