In bilico tra performance ed electropop. Mr Everett live a Cotton Fioc

12 dic. – Non sono i Daft Punk, ma sono entrambi mascherati: Mr Everett è il prodotto delle menti di quattro ragazzi con base a Bologna, uniti dal desiderio di portare la perfomance nell’electropop, senza disdegnare incursioni nell’EDM da club. Uman è il loro primo EP, uscito il 24 novembre per l’etichetta bolognese Collettivo HMCF: in occasione, appunto, della pubblicazione del loro esordio discografico, abbiamo invitato i ragazzi nei nostri studi per un live radiofonico ed un’intervista, sfruttando la chiacchierata anche per farci raccontare nel dettaglio l’incredibile universo narrativo contenuto in questo progetto.

“Parleremo in terza persona: Mr Everett è infatti un’identità collettiva, un non personaggio che nasce dall’unione di tre animali e di un cyborg”, spiegano Francesco Bentivegna e Alessio Festuccia, rispettivamente Mr Fox e Mr Owl, ai microfoni di Cotton Fioc. “Il cyborg si chiama Rupert, è il protagonista della storia che Mr Everett vuole raccontare. È una sorta di anello mancante tra l’uomo e la tecnologia”.

Il cyborg Rupert è infatti arrivato sulla Terra dopo un viaggio trans-dimensionale che lo ha lasciato senza memoria. Grazie all’aiuto di Mr. Owl, il suo doppio umano ed incarnazione della sua voce, Mr Fox e Mr Bear – le sue controparti animali – Rupert riacquista la memoria, scoprendo il motivo per cui ha intrapreso questo viaggio. I tre lo riaccompagnano per mano nella scoperta di sé e del mondo che lo circonda, per riportarlo infine nella sua dimensione. Un confronto tra uomo e macchina che trova nella figura del cyborg una personificazione diretta per cui le due nature – opposte – si trovano a convivere nello stesso involucro, con tutti i contrasti emotivi che questo dualismo porta con sé.

“C’è tanta teoria e c’è tanto immaginario”, spiega Francesco Bentivegna. “Il progetto nasce da teorie di rapporto tra uomo e tecnologia: quale potrebbe essere una via d’uscita da questo rapporto fantasmatico che ci spaventa tutti? Allo stesso ci interessavano delle questioni di post-umanesimo, ci allontaniamo dall’illuminismo del trans-umanesimo, ma siamo sempre legati a questa sorta di post-umano: un uomo che ha accettato il suo essere tutt’uno con la tecnologia”.

È nata prima la musica di Mr Everett o la sua saga narrativa? “Sono nate nello stesso momento. Mr Everett è un discorso partito da altre forme di critica teorica artistica, Dylan Dog, Dylan Thomas, Black Mirror… Queste influenze ci hanno ispirato questo viaggio in un mondo particolare. Poi però è arrivata la musica”, continua Francesco. “Altre persone all’interno di Mr Everett stavano sviluppando un progetto musicale, ed è stato un processo parallelo. Tutte le discipline che Mr Everett racchiude in sé convivono nella creazione”, conclude Alessio Festuccia.

“Mr Everett è nato in contemporanea col mio percorso accademico e ne è stato uno sviluppo”, racconta Francesco, che nel suo dottorato all’università di Exeter porta avanti suoi studi sulla voce sintetica e le cyber voices nel teatro e nella musica contemporanea. “In un live di Mr Everett il rapporto tra voce e umana e sintetica è molto particolare. La voce sintetica diventa tattile, ovvero Rupert ha dei sensori sul corpo che gli permettono di essere toccato dal pubblico per fargli emettere suoni”.

L’EP Uman, uscito lo scorso a novembre sul Collettivo HMCF, sarà seguito a inizio 2018 da un secondo EP,  Animal, una sorta di lavoro gemello, il secondo capitolo di un lavoro sugli Umanimal, “delle ulteriori evoluzioni di Rupert, delle rappresentazioni del post-umano, che ritrovano Rupert e lo portano in un viaggio alla scoperta della sua identità”.

Ascolta il podcast del live di Mr Everett negli studi di Radio Città del Capo e l’intervista integrale rilasciata ai microfoni di Cotton Fioc.

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