In arrivo la nomina del nuovo vescovo di Bologna

matteo zuppi foto flickr ACLI CC BY-NC 2.0
Bologna, 26 ott. – Sono attese come imminenti, con tutta probabilità già domani, due nomine importanti per la Chiesa italiana da parte di papa Francesco. Alla diocesi di Bologna, al posto del cardinale Carlo Caffarra, Bergoglio nominerà il romano mons. Matteo Zuppi, attualmente vescovo del settore centro della capitale e volto storico di Sant’Egidio. A Palermo invece a succedere al cardinale Paolo Romeo, sarà un altro outsider, don Corrado Lorefice, parroco nella chiesa di San Pietro a Modica e vicario episcopale per la pastorale nella diocesi di Noto.

Nomine che vengono considerate di “grande discontinuità“, e non soltanto per l’età dei due “giovani” prelati chiamati ad assumere la responsabilità di due diocesi importanti, rette finora da due personaggi di alto spessore del cattolicesimo: il card. Caffarra (77 anni) teologo nominato da Giovanni Paolo II a Bologna a dicembre 2003; e il card. Romeo (anche lui 77 anni) voluto da Benedetto XVI nel capoluogo siciliano nel dicembre 2006. Se mons. Zuppi (ha compiuto 60 anni l’11 ottobre) viene dalla diocesi di Roma (di cui è vescovo ausiliare dal 2012) ma soprattutto dall’esperienza di oltre 35 anni con la comunità di Sant’Egidio, per il cinquantenne parroco don Lorefice (“prete sconosciuto alla cronaca e ai palazzi romani” come è stato recentemente definito dall’Espresso che ha anticipato la possibilità della nomina) c’è chi ricorda addirittura la discontinuità della scelta di Carlo Maria Martini chiamato a Milano da Giovanni Paolo II. Parroco nella chiesa di San Pietro a Modica e vicario episcopale per la pastorale nella diocesi di Noto, “Lorefice ha colpito Bergoglio per la sua attenzione verso gli ultimi”, scrive ancora L’Espresso. Qualche hanno fa Lorefice ha pubblicato un libro su “Dossetti e Lercaro: la chiesa povera e dei poveri”. Nomine che, se confermate, arriverebbero alla vigilia del Congresso ecclesiale di Firenze, importante appuntamento della Chiesa italiana a cui parteciperà proprio Papa Francesco e in cui si affronteranno i temi del prossimo futuro della vita ecclesiale, e non, della nazione. Il passaggio di consegna generazionale non è detto che però si accompagni automaticamente alla nomina cardinalizia per i neo arcivescovi, anche perché finora Bergoglio ha seguito una sua strada personale della scelta delle porpore italiane, non nominando per ora cardinale chi guida diocesi importanti e storiche, come è il caso di Venezia. Infine, rimane l’attesa per le nomine in Curia, tra prelati arrivati al termine dell’incarico per raggiunti limiti di età e avvicendamenti di posti chiave di dicasteri, congregazioni e pontifici consigli. Scelte che dovranno contribuire a delineare il nuovo volto degli uomini di Papa Francesco. (ANSA).

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